Home AttualitàMilioni e misteri: cosa succede dietro le quinte del cinema

Milioni e misteri: cosa succede dietro le quinte del cinema

Un'esplosione di festival e associazioni sospette attira l'attenzione degli inquirenti e dei media

by Viola Bianchi
ministro alessandro giuli, carlo brugnoni, avvocato michele lo foco ph press

tax credit del Ministero della Cultura rappresentano incentivi fiscali per sostenere la produzione cinematografica italiana e straniera, finanziando film, serie, documentari e cortometraggi per mantenere occupazione e presenza culturale. Secondo un’intervista esclusiva riportata da Ciak il 22 gennaio, l’avvocato Michele Lo Foco, esperto di diritto cinematografico e membro del Consiglio Superiore del Cinema e dell’Audiovisivo, solleva dubbi sulla trasparenza del sistema. Il proliferare dei festival estivi e associazioni culturali opache, come evidenziato anche da trasmissioni come Report su Rai Tre, aggiunge perplessità sull’uso dei fondi pubblici.

Avvocato, in che modo opera il meccanismo del tax credit?

“I tax credit sono contributi che il Ministero della Cultura concede alle aziende cinematografiche sotto forma di credito d’imposta, con l’obiettivo di sostenere la filiera del cinema. Si tratta di risorse pubbliche destinate alla realizzazione di opere cinematografiche e audiovisive, come film, serie, documentari, cortometraggi e altri prodotti del settore. Un sistema pensato per accompagnare la produzione, garantire continuità al lavoro delle imprese e sostenere l’intero comparto, dalla fase creativa a quella produttiva”.

Attraverso quali percorsi giungono questi finanziamenti?

“I contributi selettivi di cui all’articolo 26 della legge 14 novembre 2016, n. 220 sono attribuiti in relazione alla qualità artistica o al valore culturale dell’opera o del progetto da realizzare, in base alla valutazione di una commissione composta da esperti nominati dal Ministro tra personalità di comprovata qualificazione professionale nel settore.”

“I crediti d’imposta di cui all’articolo 15 della medesima legge sono invece riconosciuti alla società di produzione, previa verifica del rispetto di tutti i requisiti stabiliti dalla legge e dalle disposizioni applicative di cui al decreto del Ministro della cultura di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze del 10 luglio 2024, n. 225, come modificato dal decreto del Ministro della cultura di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze 22 aprile 2025, n. 141, in via sostanzialmente automatica, senza una valutazione in relazione alla qualità artistica o al valore culturale dell’opera da parte di una commissione di esperti, come previsto nel caso dei contributi selettivi.”

“Nel caso dell’opera ‘Io sono notizia’ si applica questo secondo schema: con decreto direttoriale del 23 dicembre 2025, n. 4301, è stato riconosciuto alla società di produzione (e non al sig. Fabrizio Corona) un credito d’imposta teorico spettante per complessivi 793.629,36 euro, ai sensi dell’articolo 15 della legge 14 novembre 2016, n. 220 e delle disposizioni applicative di cui al decreto del Ministro della cultura di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze del 10 luglio 2024, n. 225, come modificato dal decreto del Ministro della cultura di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze 22 aprile 2025, n. 141. Non si tratta, quindi, di un contributo selettivo ex articolo 26 della stessa legge”.

Lo Stato riserva tali benefici esclusivamente alle realtà nazionali?

“Il Ministero della Cultura ha previsto l’accesso al tax credit anche per le aziende estere, con percentuali mediamente intorno al 20%, concesse sul totale dei costi dell’opera, a condizione che vengano rispettati criteri applicativi più rigidi. Le opere devono essere girate in parte o totalmente in Italia, esaltare il Made in Italy e garantire una distribuzione internazionale. Questo criterio ha prodotto vantaggi concreti in termini di promozione del Paese e del patrimonio artistico e culturale”.

Quali elementi ostacolano il corretto funzionamento del sistema?

“Principalmente i ritardi biblici nell’assegnazione e nell’invio effettivo del denaro. Il congelamento dei bonus fiscali toglie ossigeno alle ditte, privandole della cassa necessaria. Maestranze e artigiani lamentano debiti vecchi di un anno; esperti con carriere lunghe restano senza certezze. Il controsenso appare palese: il prestigio globale del cinema italiano nasce dal loro impegno, ma oggi lo Stato non offre risposte. Nonostante le promesse di Gennaro San Giuliano prima e di Alessandro Giuli poi, la palude resta identica. Gli impiegati ministeriali analizzano ancora le pratiche passate, sospendendo i crediti per presunte violazioni legali”.

Le verifiche della magistratura e degli uffici restano però indispensabili

“Senza dubbio. Dobbiamo chiarire questo punto: nessuno mette in dubbio l’operato della magistratura o i controlli burocratici. Al contrario, il sistema richiede verifiche ancora più severe e rapide per evitare sprechi su pellicole fantasma, come accadde con il produttore Francis Kaufmann, oggi al centro di indagini perfino per omicidio. Nessuno contesta la sorveglianza; contestiamo invece il metodo, ovvero il modo in cui l’amministrazione applica le norme”.

Ci aiuti a comprendere meglio la situazione

“Quasi 200 aziende vivono un incubo: conti bloccati e cantieri fermi. Qui svanisce l’uguaglianza di trattamento. Mentre la maggioranza attende, il gruppo Fremantle gode di un destino differente. Mi risulta che il dirigente Carlo Brugnoni abbia firmato un assegno da oltre 71 milioni di euro a beneficio di tale colosso. Questo approccio paralizza le piccole realtà mentre riserva corsie preferenziali ad altri soggetti. Durante la scorsa estate, testate come RaiNews, Domani e Il Fatto Quotidiano hanno citato spesso Fremantle in merito a verifiche della Guardia di Finanza. Eppure lo Stato continua a elargire somme immani a tale gruppo, alimentando dubbi sulla parità tra gli operatori. Alcuni funzionari suggeriscono che il Ministero blocchi sistematicamente chi non appartiene a determinati circoli politici”.

Può citare un caso emblematico di questa condotta?

“Penso alla Red Private, realtà che ha subito la revoca dei fondi per presunte mancanze dei suoi fornitori. L’ufficio ha erroneamente collegato tali soggetti alla Spairo Movies S.p.A., ma le carte in mio possesso smentiscono questo legame. Su tale vicenda l’onorevole Antoniozzi ha presentato un’interrogazione per chiedere luce sui criteri opposti applicati in situazioni simili”.

Quale sintesi propone per descrivere la sua visione della faccenda?

L’amministrazione dei fondi pubblici rappresenta il nodo centrale in questo momento di crisi. I cittadini pretendono regole trasparenti. Se lo Stato concentra i capitali su pochi nomi, distrugge il mercato e impoverisce la cultura. Serve un atto correttivo immediato per ripristinare onestà e uguaglianza nell’uso del denaro comune. Elenco dei sussidi destinati alle società del circuito Fremantle (Totale: € 71.039.451,27): Ottobre 2025

    • Delitti in Famiglia – Stand By Me: € 84.364,54

    • Tutto chiede salvezza 2 – Picomedia: € 1.943.093,31

    • La città proibita – Wildside: € 5.629.609,53

    • La scuola – Picomedia: € 4.925.293,04

    • Mare Fuori 6 – Picomedia: € 3.305.903,54

    • Sandokan & Marianna – Lux Vide: € 8.114.377,83 Novembre 2025

    • Don Matteo 14 – Lux Vide: € 5.434.571,54

    • Creature – Picomedia: € 1.091.692,03

    • Di4ri – Stand By Me: € 1.963.785,53

    • Blanca 3 – Lux Vide: € 4.020.118,26

    • Charlie’s Tale – Wildside: € 18.996.204,40 Dicembre 2025

    • Lenin – Stand By Me: € 65.338,14

    • Parthenope – The Apartment: € 10.922.817,69

    • La lezione – Picomedia: € 1.407.624,40

    • Uno sbirro in Appennino – Picomedia: € 3.134.657,49

ANALISI CONCLUSIVA

La gestione delle ricchezze collettive costituisce il punto cardine in questa fase di incertezza finanziaria. I contribuenti italiani esigono parametri imparziali. Una distribuzione non equa danneggia l’intera industria del cinema e favorisce solo pochi attori dominanti. Risulta quindi indispensabile una riforma rapida per garantire la correttezza e la trasparenza nell’uso dei finanziamenti statali.​

A cura di Nora Taylor
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