La celebre giornalista Claudia Peroni ha recentemente vissuto un momento di profonda commozione vestendo nuovamente i panni di tedofora per le imminenti Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Come raccontato in un’intervista esclusiva curata da Davide Cannata per Novella 2000, la storica “donna dai box” ha sfilato nel cuore di Piacenza portando con sé la sua barboncina Andrea. “Questa fiamma è stata motivo di grande orgoglio: poter portare la fiamma olimpica e rivivere quell’emozione a distanza di vent’anni è stato meraviglioso”, ha dichiarato ricordando la sua prima esperienza del 2006 a Cortina. Nonostante il percorso sia durato solo 200 metri, l’energia della folla e l’incitamento dei ragazzi dell’organizzazione hanno reso l’atmosfera carica di pura magia.
Una doppia carriera tra rally e giornalismo
Il percorso professionale di Claudia Peroni è caratterizzato da una straordinaria dualità che l’ha vista impegnata per 13 anni come pilota di rally e contemporaneamente come inviata di punta per la Formula 1 presso Mediaset. Questa esperienza diretta sul campo le ha fornito una prospettiva privilegiata nel raccontare le gare. “Essere stata pilota è stato un vantaggio. Ti dà una sensibilità diversa. Capisci cosa prova il pilota nell’abitacolo, le tensioni e le dinamiche tecniche”. La giornalista ha sottolineato come la passione comune permetta di entrare in sintonia con i piloti, che la percepiscono sulla loro stessa lunghezza d’onda, una scuola di vita simile a quella vissuta da figure come Jean Todt.
Dai miti della Formula 1 alla rivoluzione digitale
Nella sua lunga carriera, ha avuto il privilegio di intervistare leggende del calibro di Ayrton Senna, oltre a collaborare con maestri come Andrea de Adamich. Proprio con quest’ultimo è stata la voce ufficiale del videogioco Formula 1 per PlayStation, anticipando l’attuale successo degli e-sports e della simulazione moderna. “Intervistare Ayrton Senna è motivo di immenso orgoglio: era un campione straordinario e un uomo meraviglioso”, ha

Ayrton
Senna ph press
ricordato con affetto. Nonostante oggi segua con attenzione l’evoluzione della Formula-E e l’avvento dell’elettrico, ammette che il rombo dei motori tradizionali resta per lei l’emozione più grande e insostituibile del motorsport.
Le origini di un mestiere nato per amore
Nonostante il padre medico sognasse per lei un futuro in corsia, Claudia ha seguito la scintilla dei motori, scoccata nel 1982 per amore del pilota finlandese Henri Toivonen al Rally di Sanremo. “Per seguirlo mi sono inventata di sana pianta questo mestiere; all’inizio mio padre la definiva una ‘tassa’, perché doveva pagarmi lui le trasferte”. Quel debutto basato sull’istinto si è trasformato in una carriera quarantennale che l’ha portata dal fango delle prove speciali al palco dell’Ariston. Oggi, pur essendo ambassador per realtà come il MAUTO di Torino e lavorando a un nuovo libro, ritrova la pace tra le vette di Madonna di Campiglio, mantenendo intatta quella spontaneità che l’ha resa un’icona del giornalismo sportivo.
A cura di Viola Bianchi
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