Il palcoscenico si prepara ad accogliere un’emozione che toglie il fiato, trasformando il movimento in un grido di libertà. Mercoledì 10 febbraio, il Teatro Ghione di Roma diventa la cornice di un evento che va ben oltre la semplice esibizione tecnica. Con lo spettacolo intitolato Aria, la danza latino-americana si spoglia dei suoi lustrini per farsi narrazione intima, raccontando una storia di rinascita che parla direttamente al cuore di ogni donna che ha saputo rialzarsi dopo una caduta.

Un viaggio interiore tra passi di danza e perdono
Al centro della scena troviamo la forza magnetica di Veera Kinnunen, volto amatissimo dal grande pubblico, che insieme ad Antonio Careri e alla penna di Chiara Menichetti, firma un’opera profondamente contemporanea prodotta da We Are Entertainment. La protagonista di questo racconto è una donna che specchia le fragilità di molte: una vita segnata dalla gentilezza, ma anche da un vuoto d’amore che sembra incolmabile. Quando il destino le presenta il conto attraverso la perdita del lavoro e un amore che si rivela un’illusione, inizia per lei un viaggio catartico.
Attraverso i cinque balli della tradizione latina e una colonna sonora che spazia dal genio di Leonard Cohen alle più potenti ballad dei nostri giorni, la danza diventa il linguaggio universale per elaborare ferite profonde e sensi di colpa. Il messaggio è potente e rivoluzionario: il perdono, verso gli altri ma soprattutto verso sé stesse, è l’unica via per tornare a respirare. Ad arricchire la tappa romana ci sarà un ospite d’eccezione, Pasquale La Rocca, plurivincitore proprio del celebre show Ballando con le stelle, pronto a incantare la platea con il suo carisma internazionale.

Il ritorno in Italia dei grandi talenti internazionali
Oltre alla trama emozionante, lo spettacolo porta con sé una missione culturale nobile. Il corpo di ballo è infatti composto da eccellenze italiane che hanno trionfato all’estero e che ora, grazie a questo progetto, tornano a esibirsi nel proprio Paese. Ogni ballerino porta in scena la propria storia di disciplina e riscatto, offrendo una performance che è tecnica pura ma anche anima.
Veera Kinnunen, in questa veste di autrice e coreografa oltre che interprete, dimostra una maturità artistica sorprendente. Non cerca l’applauso facile, ma la verità del gesto, trasformando ogni passo in uno strumento di trasformazione. Per chi ama la danza e le storie di coraggio femminile, questo appuntamento romano rappresenta un’occasione imperdibile per vedere come l’arte possa curare le ferite e aprire finalmente la porta alla luce della vita vera.
A cura di Laura Farnesi
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