Home Donna NewsPrevenzione dei tumori: lo sbaglio che fai senza saperlo

Prevenzione dei tumori: lo sbaglio che fai senza saperlo

Le ultime rivelazioni della scienza svelano quante diagnosi potremmo cancellare cambiando radicalmente alcune nostre abitudini insospettabili

by Viola Bianchi
prevenzione cancro ph unspash

Nonostante i progressi della ricerca, il cancro resta la seconda causa di morte nel mondo dopo le malattie cardiovascolari. Eppure quasi quattro casi su dieci si potrebbero prevenire, perché derivano da fattori di rischio modificabili. Lo conferma un nuovo report realizzato dall’Oms e dall’IARC, che ha esaminato l’incidenza del cancro nel 2022 a livello globale.

Dall’analisi, pubblicata sulla rivista Nature Medicine, emergono 30 cause prevenibili, tra cui il fumo di tabacco, l’indice di massa corporea elevato, quindi sovrappeso e obesità, la sedentarietà, il consumo di alcol, le radiazioni ultraviolette, l’inquinamento atmosferico e alcune infezioni che possono aumentare il rischio di cancro.

I tumori più frequenti

Nel 2022 sono stati registrati complessivamente 7,1 milioni di casi nel mondo. Di questi, circa il 37%, cioè più di un terzo del totale, è risultato collegato a fattori di rischio prevedibili. Questo dato indica che, evitando queste cause, molti di quei tumori non si sarebbero sviluppati.

Si tratta di oltre 2,6 milioni di casi evitabili. I ricercatori, prendendo in esame 36 diverse forme di neoplasie e 185 Paesi, hanno osservato che i tumori più frequenti tra quelli prevenibili sono il tumore al polmone, quello allo stomaco e quello alla cervice uterina. Da soli rappresentano quasi la metà di tutti i casi di cancro prevedibili, sia tra gli uomini sia tra le donne nel mondo.

Le cause evitabili più determinanti

Queste tre neoplasie mostrano infatti un legame significativo con diversi fattori di rischio modificabili. Alcuni si possono eliminare con un cambiamento dello stile di vita e con la rinuncia ad abitudini note per la loro pericolosità. Altri, invece, dipendono da infezioni cancerogene non trattate oppure non prevenute in tempo.

Il tumore ai polmoni si collega soprattutto al fumo e all’inquinamento atmosferico, mentre nel tumore allo stomaco svolge un ruolo decisivo l’infezione da Helicobacter pylori. Il tumore della cervice uterina, invece, ha uno stretto legame con il papillomavirus umano (HPV).

Le abitudini più pericolose

Se si considerano soltanto i rischi comportamentali, emergono con chiarezza le due abitudini più pericolose in assoluto per il rischio di cancro: il fumo, una delle principali cause del tumore al polmone insieme all’inquinamento atmosferico, e il consumo di alcol. Nel complesso, infatti, il fumo di tabacco risulta “la principale causa prevedibile di cancro, responsabile a livello mondiale del 15% di tutti i nuovi casi di cancro, seguito dalle infezioni (10%) e dal consumo di alcol (3%)”, spiega il report.

Negli uomini, in particolare, il fumo ha causato il 23% di tutti i nuovi casi di cancro, le infezioni hanno inciso per il 9% dei casi, mentre all’alcol è stato attribuito il 4%. Nelle donne il quadro cambia leggermente: le infezioni hanno causato l’11% di tutti i nuovi casi di cancro, il fumo ha inciso per il 6% delle nuove diagnosi, mentre un indice di massa corporea superiore ai valori raccomandati è risultato associato al 3%.

Oltre a rappresentare “la prima analisi globale – come lo ha definito André Ilbawi, Responsabile del Team OMS per il Controllo del Cancro e autore dello studio – a dimostrare quanto il rischio di cancro dipenda da cause che possiamo prevenire”, questo studio è anche il primo a includere le cause infettive del cancro accanto ai già noti rischi ambientali, comportamentali e occupazionali.

Per questo motivo gli autori raccomandano strategie di prevenzione più efficaci e calibrate sui diversi contesti, come una regolamentazione più severa del consumo di alcol e una copertura vaccinale più ampia contro le infezioni cancerogene, tra cui il papillomavirus e l’epatite B. Tra gli altri obiettivi prioritari indicati dagli esperti figurano anche il miglioramento della qualità dell’aria, condizioni di lavoro più sicure e la promozione di abitudini alimentari e stili di vita più sani.

A cura della redazione

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