Cristiano Riformisti chiede una riforma per assistenti sociali e case famiglia. Per il Movimento, invertire la rotta è ormai urgente. Il caso delle due bambine portate via da una Casa Famiglia in Abruzzo e ritrovate nel Lazio ha suscitato profonda amarezza, ma ha anche riportato al centro la necessità di proteggere i minori e aggiornare le norme in vigore, nel rispetto della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia.
Una riforma fondata su tre pilastri
Come Movimento, Cristiano Riformisti propone una riforma radicale del sistema di tutela dei minori, costruita su tre pilastri fondamentali. Il primo riguarda gli assistenti sociali: il partito propone una professionalità specifica per gli operatori che seguono e presentano tutti i casi di sospensione o decadenza della patria potestà di entrambi i genitori.
Nuovi standard per le case famiglia
La proposta interviene anche sulle Case Famiglia, per le quali il Movimento chiede nuovi standard e criteri economici, sociali e ambientali destinati alle strutture di accoglienza. Inoltre, ritiene necessario introdurre in modo obbligatorio la figura del Responsabile Educativo, cioè un professionista qualificato con responsabilità precise nel percorso di crescita dei bambini affidati.
Il principio di prossimità territoriale
Un altro punto centrale della riforma riguarda il Principio di Prossimità Territoriale. In base a questa proposta, il Tribunale dovrebbe scegliere in modo tassativo Case Famiglia situate nel Comune o nella Provincia di residenza di almeno uno dei genitori.
Cristiano Riformisti ribadisce così il proprio impegno storico a fianco dei più deboli. Le lacune del sistema legislativo non possono ricadere sui minori. Secondo il Movimento, la società sta perdendo i valori del rispetto della persona umana e la riforma richiesta rappresenta l’unico strumento per cambiare direzione e garantire una tutela reale dei diritti dei bambini.
A cura della redazione
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