Il 2026 segna un passaggio importante per chi vive una condizione di disabilità, per i familiari che garantiscono assistenza e per i lavoratori che utilizzano le tutele previste dalla Legge 104. Le novità non modificano soltanto alcuni aspetti delle agevolazioni lavorative, ma coinvolgono l’intero sistema di riconoscimento della disabilità e introducono nuovi strumenti destinati alle famiglie. Il cambiamento più rilevante riguarda la riforma dell’accertamento della disabilità, che nel corso dell’anno amplia la propria sperimentazione in vista dell’entrata a regime prevista dal 2027.
Dal primo marzo 2026 il nuovo modello di accertamento coinvolge altre 40 province italiane. La procedura prevede un ruolo sempre più centrale dell’INPS e introduce il certificato medico introduttivo come strumento per avviare l’iter di valutazione. L’obiettivo della riforma consiste nel rendere il procedimento più uniforme e ridurre alcuni passaggi burocratici che in passato potevano rendere più complesso il percorso per cittadini e famiglie.
Disabilità, la riforma entra nella fase decisiva
La sperimentazione nasce dal decreto legislativo 62 del 2024 e proseguirà fino alla fine del 2026. Dal primo gennaio 2027 l’INPS assumerà in via esclusiva, su tutto il territorio nazionale, la gestione dell’accertamento della condizione di disabilità secondo il nuovo modello. Il 2026 rappresenta quindi l’ultimo anno della fase sperimentale prima della piena applicazione della riforma.
Il nuovo percorso utilizza il certificato medico introduttivo trasmesso telematicamente dal medico certificatore. Nelle province coinvolte dalla terza fase della sperimentazione, il documento costituisce lo strumento attraverso cui prende avvio il procedimento valutativo. La novità punta a semplificare il rapporto tra cittadino, medico e amministrazione, concentrando nell’INPS la gestione dell’iter di accertamento.
La nuova procedura non interessa ancora nello stesso modo tutti i cittadini italiani, perché nel corso del 2026 continua la fase sperimentale nei territori individuati dalla normativa. Chi presenta una richiesta deve quindi verificare quale procedura si applica nella propria provincia di residenza o domicilio.
Più attenzione alle famiglie e al ruolo dei caregiver
La Legge di Bilancio 2026 dedica una parte importante delle nuove misure alla figura del caregiver familiare. Il legislatore ha istituito un fondo destinato a finanziare future iniziative legislative dedicate alle persone che assistono un familiare con disabilità. La dotazione ammonta a 1,15 milioni di euro per il 2026 e raggiunge 207 milioni di euro ogni anno dal 2027.
La misura punta a riconoscere il valore sociale ed economico dell’attività di cura svolta dai caregiver all’interno della famiglia. La normativa prevede inoltre la realizzazione di una piattaforma informatica dedicata ai caregiver, con l’obiettivo di rendere più semplice l’accesso alle informazioni e agli strumenti disponibili.
Il tema assume particolare importanza per le famiglie che organizzano quotidianamente assistenza, lavoro e gestione della vita domestica. Il riconoscimento del caregiver come figura centrale delle politiche sulla disabilità rappresenta infatti uno degli aspetti sui quali il legislatore intende intervenire anche negli anni successivi.
Tra le novità del 2026 compare inoltre una disposizione specifica relativa ad alcune forme di epilessia farmacoresistente. La normativa riconosce la connotazione di gravità prevista dalla Legge 104 in presenza delle condizioni indicate dalla legge e dopo l’accertamento sanitario richiesto. La misura riguarda le forme caratterizzate da crisi con perdita del contatto con l’ambiente e della capacità d’agire.
Congedo parentale, il limite sale a 14 anni
Un’altra modifica importante riguarda i genitori lavoratori dipendenti. Dal primo gennaio 2026 il limite temporale per utilizzare il congedo parentale passa da 12 a 14 anni di vita del figlio. La modifica riguarda anche i figli con disabilità e si applica alle situazioni di nascita, adozione e affidamento secondo le condizioni stabilite dalla normativa.
L’estensione non aumenta automaticamente il numero complessivo di mesi disponibili, ma amplia il periodo entro il quale i genitori possono utilizzare il congedo. Restano infatti in vigore i limiti individuali e quelli complessivi previsti per i genitori lavoratori dipendenti.
Per i figli con disabilità grave, la normativa continua inoltre a prevedere specifiche possibilità di utilizzo dei permessi e del prolungamento del congedo parentale. I genitori possono così scegliere, in presenza dei requisiti, lo strumento più adatto alle proprie esigenze familiari e lavorative.
La modifica interessa esclusivamente i genitori lavoratori dipendenti. Per i lavoratori iscritti alla Gestione separata e per i lavoratori autonomi restano invece differenti limiti temporali. La nuova soglia dei 14 anni, quindi, non si applica indistintamente a tutte le categorie professionali.
Permessi 104, cambia anche il sistema dei controlli
Nel 2026 cresce anche l’attenzione sulla gestione amministrativa dei permessi previsti dalla Legge 104 e dei congedi straordinari. La Legge di Bilancio ha previsto una piattaforma telematica dell’INPS collegata ai flussi informativi UNIEMENS, con l’obiettivo di verificare e controllare il corretto utilizzo delle agevolazioni.
Dal mese di competenza di settembre 2026 diventa inoltre obbligatoria per i datori di lavoro una specifica informazione nei flussi UNIEMENS relativa ai conguagli dei permessi Legge 104 e dei congedi straordinari. La modifica riguarda soprattutto gli adempimenti amministrativi delle aziende e non introduce nuovi giorni di permesso per i lavoratori.
Per chi assiste una persona con disabilità grave, restano comunque centrali le regole sui tre giorni di permesso mensile. Quando più familiari possiedono i requisiti, possono utilizzare il beneficio in modo alternato, rispettando il limite complessivo previsto per l’assistenza alla stessa persona.
Il quadro del 2026 mostra quindi una trasformazione che va oltre la semplice modifica di una singola agevolazione. La riforma dell’accertamento, il rafforzamento dell’attenzione verso i caregiver, l’estensione del congedo parentale e i nuovi controlli amministrativi stanno modificando progressivamente il sistema.
Per persone con disabilità, familiari e lavoratori, il 2026 diventa così un anno di transizione verso un modello destinato a cambiare ulteriormente dal 2027. Chi deve presentare una nuova domanda, chiedere un beneficio o modificare una prestazione già riconosciuta deve quindi verificare le regole applicabili alla propria situazione e seguire le indicazioni aggiornate dell’INPS.
A cura di Nora Taylor
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