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Tragedia per Cindy Crawford: è morto il figlio Presley Gerber

Il giovane modello è morto a 27 anni in una struttura di riabilitazione di Los Angeles; la famiglia chiede privacy mentre l’autopsia dovrà chiarire le cause del decesso

by Nora Taylor
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Cindy Crawford e Rande Gerber stanno vivendo una delle tragedie più dolorose che possano colpire una famiglia: Presley Gerber, il loro primogenito, è morto a 27 anni. Il giovane è deceduto domenica 20 settembre in una struttura di riabilitazione di Los Angeles, secondo quanto riportato dall’ufficio del medico legale della contea. Al momento non sono state rese note le cause della morte e l’autopsia è ancora in corso. La famiglia ha scelto di affidare a un portavoce una richiesta semplice e comprensibile in un momento tanto drammatico: privacy per affrontare un dolore che non ha bisogno di essere esposto. Presley, nato nel 1999, era cresciuto sotto i riflettori accanto a una delle donne più celebri della moda internazionale, ma aveva costruito molto presto un proprio percorso professionale.

La carriera iniziata giovanissimo nella moda

A soli 15 anni era entrato nella prestigiosa agenzia IMG Models e, da adolescente, aveva iniziato a sfilare per importanti maison, lavorando negli anni per nomi come Calvin Klein e Dolce & Gabbana. Nel 2018 aveva condiviso con la madre un momento diventato particolarmente riconoscibile per il pubblico americano, ricreando con lei lo storico spot Pepsi che aveva consacrato Cindy Crawford negli anni Novanta.

Il racconto pubblico delle sue difficoltà

Ma negli ultimi anni della sua vita Presley aveva deciso di raccontare soprattutto ciò che accadeva lontano dalle passerelle. Aveva parlato senza nascondersi delle proprie difficoltà legate alla salute mentale e alla dipendenza, trasformando la sua esperienza in un messaggio rivolto a chi affrontava problemi simili. Sui social aveva persino inaugurato Mental Health Mondays, uno spazio nel quale cercava di aprire conversazioni su argomenti spesso tenuti lontani dalla luce dei riflettori.

Non era un racconto costruito per proteggere l’immagine della famiglia, ma il tentativo di mostrare anche la parte più difficile della propria storia. Nei mesi scorsi aveva continuato a parlare del percorso di recupero e delle ricadute, mentre la sorella Kaia, anche lei affermata nel mondo della moda, aveva raccontato quanto una simile esperienza possa coinvolgere e trasformare un’intera famiglia.

La richiesta della famiglia dopo la tragedia

Presley aveva scelto di non nascondere le proprie fragilità e proprio questa esposizione, per quanto dolorosa, era diventata una parte importante della sua identità pubblica. Oggi, però, a parlare è soprattutto il silenzio chiesto dalla sua famiglia. Dietro il nome di Cindy Crawford, dietro le copertine, le campagne e una vita trascorsa davanti agli obiettivi, resta una madre che ha perso suo figlio.

Presley aveva soltanto 27 anni e davanti a sé avrebbe dovuto avere ancora tempo, possibilità e una vita tutta da scrivere. La sua storia, invece, si interrompe troppo presto, lasciando alla famiglia e a chi lo aveva seguito nel suo percorso il ricordo di un ragazzo che aveva provato a trasformare le proprie battaglie in una ragione per aiutare gli altri

A cura di Nora Taylor
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