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Katja Gallo, tra danza, cinema e il sogno della Medicina

A 19 anni, Katja Gallo unisce passioni artistiche, volontariato e un ambizioso progetto professionale nel mondo della Medicina

by Nora Taylor
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A 19 anni, Katja Gallo ha già costruito un percorso ricco di passioni, esperienze e progetti per il futuro. Vive a Eraclea, è alta 170 cm, ha occhi verdi e capelli castani. Diplomata al liceo delle Scienze Umane di Portogruaro, parla italiano e inglese e studia danza dall’età di 5 anni, una disciplina che per lei è diventata molto più di una semplice attività: un modo per esprimere emozioni, conoscersi e raccontarsi.

Accanto alla danza, Katja Gallo si è avvicinata alla recitazione e alla fotografia, realizzando alcuni shooting e frequentando un’accademia di recitazione. Ma le sue aspirazioni non si fermano al mondo dello spettacolo. Nel suo futuro c’è anche Medicina e, in particolare, il desiderio di diventare oncologa pediatrica. Un progetto ambizioso che racconta una personalità solare ed energica, ma anche profondamente sensibile verso gli altri.

Hai ambizioni nel mondo della moda?

«Sì. La danza mi ha insegnato a esprimere le emozioni attraverso il corpo e mi è sempre piaciuto lavorare sulla mia immagine. Nel tempo ho capito che anche la moda può essere una forma di espressione e di conoscenza di se stessi. Ho frequentato un’accademia di recitazione e ho realizzato alcuni shooting fotografici, esperienze che mi hanno permesso di mettermi alla prova davanti alla macchina fotografica. Amo la moda perché, proprio come la recitazione, permette di conoscere meglio se stessi e di scoprire aspetti della propria personalità».

Come ti piace vestire?

«Principalmente casual e sportiva. È lo stile nel quale mi sento più a mio agio e che rispecchia maggiormente il mio carattere dinamico. Però qualche volta mi piace cambiare e scegliere un look più elegante, soprattutto quando l’occasione lo richiede. Mi piace poter giocare con il mio stile senza sentirmi legata a un’unica immagine».

Ti piacerebbe lavorare anche nel cinema?

«Certamente. Mi piacerebbe iniziare con qualche comparsa o con un cortometraggio, così da poter conoscere meglio l’ambiente e fare esperienza sul set. Poi, con il tempo, vorrei puntare magari a ruoli più importanti. Mi vedo soprattutto nelle commedie romantiche e nei film drammatici. I personaggi intensi mi vengono particolarmente bene e penso che sarebbe interessante riuscire a trasmettere emozioni forti attraverso queste scene».

Oltre alla danza, pratichi altri sport?

«Vado in palestra, che mi aiuta a mantenermi attiva e ad avere cura del mio corpo. Tra le mie passioni ci sono anche la pittura e, in passato, la chitarra. Mi piace avere interessi diversi e poter esprimere la mia creatività in modi differenti. Inoltre sono volontaria della Croce Rossa, un’esperienza che per me è molto importante perché mi permette di essere utile agli altri e di confrontarmi con situazioni e persone diverse».

Ti piacerebbe utilizzare anche i social per parlare di temi che ti stanno a cuore?

«Sì, soprattutto per affrontare il tema dei disturbi alimentari. È un argomento che sento vicino per un’esperienza personale legata anche al rapporto con il cibo e con la danza. Non soffro di disturbi alimentari, ma in passato ho avuto comportamenti non sani nei confronti del cibo e penso che parlarne possa essere importante. Vorrei utilizzare eventualmente i social per sensibilizzare le persone, soprattutto i ragazzi, e far capire quanto sia importante avere un rapporto più consapevole e sereno con il proprio corpo e con il cibo. Credo che raccontare un’esperienza possa aiutare anche qualcun altro a sentirsi meno solo».

Come descriveresti il tuo carattere?

«Sono molto solare, positiva ed energica. Potrei definirmi un terremoto, ma in senso positivo: sono una vera bomba di energia. Mi piace stare con le persone, fare cose nuove e vivere le esperienze con entusiasmo. Difficilmente riesco a stare ferma senza avere qualcosa da fare e penso che questa energia sia una parte importante di me».

Perché vuoi diventare oncologa pediatrica?

«Voglio dare ai bambini e alle loro famiglie speranza e la sensazione che esista una luce anche nei momenti più difficili. So che sarebbe un lavoro molto impegnativo, ma proprio per questo lo sento come qualcosa di importante. Vorrei poter essere una persona capace di accompagnare un bambino e la sua famiglia in un momento difficile, cercando di trasmettere forza e speranza. Se riuscirò ad aiutare anche un solo bambino a trovare quella luce, per me sarà una delle cose più belle al mondo».

Dove ti vedi tra cinque anni?

«Probabilmente ancora all’università, perché Medicina dura sei anni, ma anche nel mondo dello spettacolo e della danza. Non vorrei rinunciare alle mie passioni artistiche mentre studio. Ho già fatto un casting per una commedia romantica destinata ad Amazon: ho inviato la candidatura e ora aspetto di sapere come andrà. Sono curiosa di vedere cosa succederà e, qualunque sia il risultato, penso che anche questa esperienza possa essere un passo importante per me».

Il percorso di Katja Gallo racconta una ragazza che non sente il bisogno di scegliere necessariamente una sola identità. La danza le ha insegnato disciplina ed espressione, la recitazione le ha aperto una nuova possibilità creativa, il volontariato le ha avvicinata concretamente agli altri e Medicina rappresenta invece il grande progetto professionale al quale guarda con particolare motivazione.

Tra un’aula universitaria, una sala prove e magari un set cinematografico, il futuro di Katja Gallo potrebbe svilupparsi su più strade. Per ora c’è un casting in attesa di risposta, una passione per la danza che dura da quando aveva 5 anni e un sogno molto preciso: diventare una presenza capace di portare speranza proprio dove ce n’è più bisogno. Una ragazza piena di energia, con tanti progetti davanti e la voglia di trasformare le proprie passioni in qualcosa che possa lasciare un segno positivo anche negli altri.

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A cura di Nora Taylor
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