L’Epifania tutte le feste si porta via, ma non prima di averci regalato un’ultima, dolcissima emozione. Se pensate che dopo il panettone non ci sia più spazio per le sorprese, preparatevi a innamorarvi della Focaccia della Befana, un rito antico che profuma di casa, condivisione e un pizzico di magia.

Un segreto nel cuore del dolce
Non è solo un lievitato, è un gioco che unisce le generazioni. La particolarità di questa specialità risiede in una piccola fava secca nascosta tra le fibre dell’impasto. La leggenda parla chiaro: chi avrà la fortuna di trovarla nella propria fetta sarà baciato dalla sorte per tutto l’anno appena iniziato. Un momento ludico e chic che trasforma la merenda del 6 gennaio in una vera e propria caccia al tesoro.
L’eccellenza artigianale di Fabrizio Galla
A nobilitare questa ricetta popolare ci pensa la maestria di Fabrizio Galla, Pasticciere dell’anno APEI 2024, che insieme alla moglie Federica Russo realizza un capolavoro di leggerezza nel laboratorio di San Sebastiano Po. Dimenticate i dolci pesanti: qui la parola d’ordine è 72 ore di lievitazione naturale.
L’impasto, lo stesso del panettone pluripremiato del Maestro, è una nuvola arricchita da profumata arancia candita e sigillata da una glassa alle mandorle e granella di zucchero che regala quel contrasto croccante a cui è impossibile resistere.

Perché sceglierla per il tuo 6 gennaio?
Oltre al gusto, c’è l’esclusività. La proposta di Fabrizio Galla (membro della prestigiosa associazione Relais Desserts) è un’edizione limitata pensata per chi cerca l’eccellenza e vuole chiudere le festività con un gesto augurale raffinato. Che sia per una colazione lenta o come centrotavola per l’ultimo brunch delle feste, questo dolce rappresenta il perfetto equilibrio tra la tecnica dell’alta pasticceria e il calore delle tradizioni di una volta.
Se vi trovate vicino a Torino, un salto nella boutique di via Chivasso 79 è d’obbligo, specialmente il 6 gennaio, quando la pasticceria resterà aperta con orario continuato per non lasciare nessuno senza il suo “pezzo di fortuna”.
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fabriziogalla.it
A cura di Laura Farnesi
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