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Come la Gen Z sta reinventando il rito dell’aperitivo

I dati evidenziano il passaggio dalla FOMO al piacere di vivere il momento presente senza distrazioni digitali

by Viola Bianchi
Aperitivo ph Unsplash

Dalla FOMO alla JOMO: per un giovane su due il momento del brindisi a fine giornata offre uno spazio di decompressione in cui regna la regola non scritta del “Ci Sta”. I dati dell’indagine Sanbittèr e le tendenze globali descrivono una generazione che spegne lo smartphone per riscoprire l’ascolto.

di Redazione Lifestyle

In passato, chi frequentava i locali organizzava il rito del calice in funzione della fotocamera: studiava l’illuminazione ideale, sollevava il bicchiere verso l’obiettivo, inventava pose per compiacere l’algoritmo e rincorreva la continua urgenza di mostrare ai follower un divertimento perfetto. Nel 2026, questo copione perde ogni efficacia. Le nuove generazioni inaugurano una stagione sociale differente, riscoprendo una vera e propria “Social Renaissance”. Gen Z e Millennial premiano la dimensione analogica dell’incontro: i giovani non misurano più la riuscita di una serata attraverso il conteggio di visualizzazioni o reazioni su Instagram, ma cercano il contatto umano autentico e la freschezza del momento presente.

Lo studio che Sanbittèr ha sviluppato con la metodologia SWOA (Social Web Opinion Analysis) su 1.200 persone in Italia tra i 18 e i 35 anni racconta questa svolta. I dati evidenziano un passaggio netto: la ricerca di relazioni sincere supera il bisogno di apparire. La storica FOMO (“Fear of Missing Out”, il timore di restare esclusi) cede il posto alla JOMO (“Joy of Missing Out”), ossia il sollievo liberatorio di allontanarsi dal palcoscenico del web.

Il successo del “Ci Sta” e la ricerca di spontaneità

Questa scelta non esprime una posa elitaria e non nasconde un rifiuto cieco della tecnologia, ma manifesta un bisogno profondo di autenticità. I giovani riassumono il proprio approccio alle relazioni in una formula colloquiale ricca di significato: “Ci Sta”. Per i ragazzi, ha pieno senso evitare l’obbligo di stupire, rifiutare l’ostentazione e scegliere di non pubblicare nulla in rete. Il 74% degli intervistati dichiara con convinzione che “ci sta” vivere un appuntamento speciale tenendolo per sé, superando la necessità di trasformare ogni istante in un contenuto digitale.

Per l’80% dei giovani, ritrovarsi significa apprezzare una risata spontanea e un dialogo sincero, senza orari rigidi né ansie da prestazione. In questo contesto, il momento dell’incontro si trasforma in un’oasi di ristoro e serenità: i ragazzi rallentano i ritmi per ritrovare gli affetti più importanti. Durante la serata, mettono al primo posto l’ascolto attivo (72%), la condivisione pura (68%) e la spensieratezza (60%).

Il declino dei locali creati per i social network

Questa trasformazione culturale modifica in profondità anche le consuetudini di consumo e i criteri di scelta dei locali. L’ossessione per le scenografie adatte ai reel appartiene al passato: il 74% dei giovani seleziona il locale valutando l’atmosfera calda e il senso di accoglienza, ignorando la mera “estetica social”. Attorno al tavolo, i clienti collocano la produzione di foto e video all’ultimo posto: appena il 12% del campione indica questo aspetto come motivazione principale della serata. Al contrario, il 72% cerca una conversazione reale e il 65% trova nell’uscita una valvola di sfogo per allentare la fatica quotidiana.

Da questo atteggiamento nasce anche una nuova educazione nelle relazioni: il 75% dei partecipanti ripone lo smartphone per manifestare rispetto verso le persone presenti. Inoltre, per il 68% degli intervistati la vera definizione di “tempo di qualità” presuppone una presenza fisica autentica, lontana da notifiche continue e distrazioni digitali.

Una rotta internazionale: la priorità al benessere relazionale

L’Italia non rappresenta un’eccezione, ma rispecchia un fenomeno che attraversa l’intero panorama internazionale. Le analisi di Euromonitor International rivelano che quasi un consumatore su due al mondo (46%) orienta con sempre maggiore frequenza il tempo libero verso esperienze capaci di favorire il benessere personale e la qualità della vita, anteponendo l’esperienza diretta alla visibilità online. Anche i dati di GlobalData confermano pienamente questo orientamento: le nuove generazioni assegnano un valore sempre più prezioso ai momenti dedicati alla cura di sé e alla serenità dei rapporti umani.

In una quotidianità frenetica che impone una reperibilità continua, concedersi un brindisi senza interruzioni rappresenta un autentico atto di libertà. Questa abitudine permette di riprendere possesso del proprio tempo: significa vivere davvero il presente, senza avvertire il dovere di apparire.

A cura della redazione

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