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Festa delle donne, Poste Italiane e lavoro femminile: la storia di Maria Albano

In occasione della Festa delle Donne, la storia di Maria Albano e i numeri di Poste Italiane raccontano un percorso concreto di crescita, lavoro e leadership femminile

by Nora Taylor
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In occasione della Festa delle Donne, la storia di Maria Albano offre una chiave concreta per leggere il valore del lavoro femminile dentro Poste Italiane. Oggi Maria Albano è consulente presso il corner Casa&Famiglia dell’Ufficio Postale di Roma Viale Beethoven, un ruolo scelto dopo molti anni di attività di sportello e accompagnato dalla ricerca costante di nuovi stimoli e di continui aggiornamenti professionali.

Maria Albano, crescita continua tra lavoro, studio e famiglia

Il suo percorso, così come emerge dal materiale fornito da Poste Italiane, parte da lontano. Maria Albano racconta di avere iniziato a lavorare molto presto nell’ambito commerciale e del marketing, per poi scegliere di dedicarsi totalmente ai figli. Nel 2009 è stata proprio Poste Italiane a offrirle l’opportunità di rientrare nel mondo del lavoro. Da allora il suo cammino non si è più fermato: si è riavvicinata agli studi, si è laureata con una tesi sul progetto Polis e sulla formazione permanente nel Gruppo, e ha continuato a investire nella propria crescita personale e professionale.

Oggi Maria Albano ha 62 anni e due figli. Si è laureata due anni fa in Scienze della Comunicazione e attribuisce un valore centrale al dinamismo, al contatto con le persone e all’empatia, elementi che considera essenziali sia sul piano umano sia su quello professionale. Nel suo racconto emerge con chiarezza un punto: crescere è possibile anche dopo una scelta di vita importante, senza vivere il lavoro e la famiglia come realtà incompatibili.

Nella sua esperienza, il merito più grande riconosciuto a Poste Italiane è quello di avere reso possibile il suo reinserimento nel lavoro nel momento giusto, dopo un lungo periodo dedicato alla famiglia. In questa prospettiva, la sua vicenda assume un significato che va oltre la dimensione personale e diventa un racconto concreto di formazione continua, valorizzazione delle competenze e opportunità di crescita professionale al femminile.

I numeri delle donne in Poste Italiane

La vicenda di Maria Albano si inserisce in un contesto aziendale in cui la presenza femminile rappresenta uno dei tratti identitari più forti. Secondo i dati forniti, il 53% degli oltre 120 mila dipendenti di Poste Italiane è donna. La componente femminile riguarda anche il 46% di quadri e dirigenti e il 44,5% dei componenti del Consiglio di Amministrazione. È donna inoltre il 60% dei direttori dei quasi 13 mila uffici postali presenti in Italia, mentre tra i neoassunti la presenza femminile raggiunge il 47%.

A questi numeri si affiancano i riconoscimenti ottenuti dal Gruppo negli ultimi anni: dall’attestazione ISO 30415 sulla Diversity & Inclusion all’Equal Salary per l’equità retributiva, fino alla UNI/PdR 125 per la parità di genere. Indicatori che rafforzano il profilo di un’azienda nella quale il tema della presenza femminile non è soltanto statistico, ma anche strutturale.

Welfare, genitorialità e percorsi di crescita

Per sostenere il lavoro femminile, Poste Italiane ha introdotto diverse policy, tra cui la Politica di Sostegno alla Genitorialità Attiva, che offre percorsi di sostegno e sviluppo per il benessere individuale e organizzativo. Nell’ambito del welfare aziendale, l’azienda garantisce misure avanzate per la genitorialità, tra cui congedi più ampi di quelli previsti dalla legge, un’indennità pari al 100% dello stipendio durante maternità e paternità, programmi di coaching dedicati alle neomamme come Mums at Work e il percorso Lifeed, che valorizza le competenze sviluppate attraverso l’esperienza genitoriale.

La stessa policy mira anche a promuovere la genitorialità condivisa, coinvolgendo i padri e potenziando i meccanismi di conciliazione tra famiglia e lavoro. In questo quadro si inserisce anche Lifeed Genitori, programma rivolto non solo alle neomamme e ai neopapà, ma anche ai genitori di figli fino ai 18 anni. Sul versante della leadership, Poste Italiane dedica particolare attenzione alle donne attraverso programmi strutturati di mentoring e coaching: nel 2024 la partecipazione femminile a queste iniziative è cresciuta del 17%, segno di un impegno sempre più diffuso e consapevole.

Dalle telegrafiste dell’Ottocento alle manager di oggi

La riflessione sulla Festa delle Donne si lega, nel caso di Poste Italiane, anche a una storia lunga oltre 160 anni. Le prime donne iniziarono a operare come ausiliarie telegrafiste nel 1863. Già dal 1865 furono impiegate negli uffici postali come portalettere e gerenti di ricevitorie, prima nei piccoli centri rurali e poi anche nelle città. L’ingresso delle donne nelle Poste rappresentò uno dei primi accessi strutturati al lavoro statale, pur dentro i limiti culturali dell’epoca, tra cui l’obbligo di nubilato e, successivamente, la subordinazione all’autorizzazione maritale prevista dal primo Codice Civile del Regno d’Italia.

In quegli anni, la presenza femminile continuò comunque a crescere, soprattutto nel ruolo di telegrafista. Tra il 1874 e il 1877 anche Matilde Serao lavorò come telegrafista alle Poste centrali di Napoli, esperienza che ispirò la novella Telegrafi dello Stato – sezione femminile. Durante la Prima Guerra Mondiale e poi di nuovo nella Seconda Guerra Mondiale, le donne furono chiamate a sostituire gli uomini partiti per il fronte, assumendo anche la responsabilità di uffici postali e telegrafici di rilievo. Un percorso che contribuì, tra l’altro, all’abolizione dell’autorizzazione maritale nel 1919 e che si consolidò ulteriormente negli anni Cinquanta, accompagnando la modernizzazione del Paese.

Nel 2026, a 80 anni dal referendum del 1946, la Festa delle Donne richiama una svolta storica fondamentale per l’emancipazione femminile in Italia. In questo quadro, la storia di Maria Albano, insieme ai numeri e alle politiche di Poste Italiane, racconta una continuità precisa: dalle prime telegrafiste alle professioniste e manager di oggi, il lavoro femminile resta uno degli assi portanti dell’identità dell’azienda.

A cura di Nora Taylor
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