I recenti dati statistici confermano il grande impatto delle pellicole prodotte da Andrea Iervolino, capaci di attrarre il pubblico anche a distanza di anni dalla loro uscita. In questi giorni, l’opera Lamborghini si è posizionata come il secondo film più seguito sulla piattaforma RaiPlay in Italia. Nonostante sia un lavoro del 2015, la sua capacità di superare titoli molto più attuali dimostra una competitività solida e duratura nel panorama dello streaming, confermando l’interesse del pubblico per i prodotti di qualità.
Riscontri positivi per Ferrari sulla televisione lineare
Oltre ai risultati digitali, il lungometraggio Ferrari ha ottenuto un riscontro di rilievo su Rai 2 durante la prima serata di venerdì 16 gennaio. La trasmissione ha catturato l’attenzione di 926.000 spettatori, registrando uno share del 5,5%. Si tratta di un dato superiore alla media abituale della rete in prime time, ferma solitamente al 4%, a testimonianza della forza commerciale e del valore editoriale che questi contenuti sanno generare, portando visibilità e ascolti al sistema televisivo nazionale.
Nuovi orizzonti internazionali con Maserati – The Brothers
Questi traguardi non rappresentano casi isolati ma seguono una precisa strategia industriale volta a celebrare le eccellenze mondiali dell’automotive. Il percorso intrapreso da Andrea Iervolino proseguirà presto con il lancio di Maserati – The Brothers, sotto la regia del premio Oscar Bobby Moresco. Il film potrà contare su un cast di fama mondiale composto da Al Pacino, Anthony Hopkins, Michele Morrone, Salvatore Esposito e Jessica Alba, puntando nuovamente a coinvolgere una platea globale attraverso storie di grande respiro.
L’amaro addio a Bugatti e la fuga di capitali all’estero
Nonostante l’evidente efficacia di questi progetti, emerge una nota dolente riguardante il film Bugatti – The Genius. L’Italia ha infatti perso un investimento superiore ai 200 milioni di dollari legato a questo capitolo della saga, che verrà ora prodotto in Ungheria. Lo spostamento delle riprese all’estero comporta una perdita significativa in termini di occupazione e indotto economico. Il contrasto tra i successi di Lamborghini e Ferrari e la rinuncia a Bugatti evidenzia la necessità di un sistema che sappia supportare meglio chi investe capitali così rilevanti sul territorio.
A cura della redazione
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