Nel Terzo Millennio non possiamo accettare il massacro di animali trasformato in spettacolo. Con queste parole, Michela Vittoria Brambilla condanna con fermezza il Festival di Yulin, evento che ogni anno provoca la morte di migliaia di cani.
Le parole di Michela Vittoria Brambilla
“Non possiamo più tollerare che, nel 2026, ci siano ancora parti del mondo in cui il consumo di carne di cane e gatto sia considerato non solo accettabile, ma venga addirittura promosso tramite un festival che, ogni anno, porta al barbaro massacro di migliaia e migliaia di cani che vengono macellati e la cui carne si vende per strada”, ha dichiarato Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente e portavoce italiana della World Dog Alliance.
L’intervento arriva in occasione dell’apertura del Dog Meat Festival di Yulin, nella regione del Guangxi, iniziato il 21 giugno e destinato a concludersi alla fine del mese.
Un evento controverso
La manifestazione, nata nel 2009, si svolge ogni anno nella città cinese e continua a suscitare forti polemiche a livello internazionale. Secondo le stime più recenti, l’edizione precedente ha causato la morte di oltre 3mila cani.
Le associazioni animaliste locali denunciano una realtà ancora più grave: molti animali provengono da furti nei villaggi vicini e vengono sottratti ai loro proprietari.
La richiesta alle istituzioni
“Il festival di Yulin rappresenta la massima espressione della crudeltà cui sono sottoposti gli animali allevati a scopo alimentare. Vedere migliaia di cani così brutalmente massacrati non deve lasciare indifferente nessuno. E il fatto che tutto ciò avvenga in un Paese lontano dal nostro non è certo un alibi per volgere lo sguardo altrove né per dimenticarci che in altri casi, con altri animali, anche in Italia possiamo, a volte, vedere orrori simili: ragione per cui ho presentato una proposta di legge per rendere il cavallo animale d’affezione, impedendone la macellazione e altre forme di sfruttamento. È incredibile che, nonostante l’indignazione del mondo intero, le autorità cinesi ancora permettano al festival di Yulin di andare avanti. Come presidente della Lega italiana per la difesa degli Animali e dell’Ambiente, non posso che rinnovare il nostro appello all’Unione europea e al governo italiano perché faccia pressione sul governo cinese. Nel Terzo Millennio il festival di Yulin non può esistere”, ha aggiunto la deputata.
L’appello punta a coinvolgere le istituzioni europee e italiane per fermare definitivamente il festival.
A cura della redazione
Leggi anche: Un nuovo inizio per Manuela Arcuri e Giovanni?