Mafie in pentola ritorna! Ci sono spettacoli che segnano un inizio ma che non hanno mai fine. Con più di 500 date realizzate dal 2010 ad oggi, torna a Bologna lo spettacolo di teatro civile-gastronomico Mafie in pentola. Libera Terra, il sapore di una sfida, interpretato da Tiziana Di Masi, che rivive dopo anni di assenza, in una serata evento organizzata da Coop Reno per il 21 marzo (Giornata della memoria e dell’impegno per le vittime innocenti delle mafie, istituita da Libera- Associazioni, nomi e numeri contro le mafie)

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Uno spettacolo tratto da un viaggio
Scritto dal giornalista Andrea Guolo, Mafie in pentola – Libera Terra, il sapore di una sfida lo spettacolo è tratto da un viaggio di Andrea Guolo e Tiziana Di Masi nel 2008, all’interno delle cooperative create da Libera in Sicilia, Calabria, Puglia, Campania. Milioni di ettari di terreni del sud hanno assistito a secoli di violenza, sfruttamento, illegalità, omicidi. Quelle stesse terre, liberate dalla mafia con lo strumento della confisca previsto dalla legge 109/1996, offrono al mercato alcuni gioielli enogastronomici del nostro Paese.
Lo spettacolo dal 2010 racconta la storia di una “bella economia” i cui cardini si chiamano agricoltura biologica, qualità, lavoro e rispetto delle leggi.
Uno spettacolo senza limiti, andato in scena in grandi teatri come nelle strade, nelle piazze, nelle scuole, Mafie in pentola è diventato un mezzo per raccontare un’antimafia concreta che si fa anche mangiando, scegliendo cibi che sono simbolo di riscatto e liberazione dalle mafie.
Mafie in pentola – Libera Terra, il sapore di una sfida con un’interpretazione capace di sfumare dal drammatico al brillante e attraverso il coinvolgimento diretto del pubblico, chiamato sul palco ad assaggiare i prodotti, non “chiude” lo stomaco dello spettatore, ma stimola la sua “fame” di legalità e di cose buone.
Per raccontare questa storia è stato scelto il cibo, le numerose eccellenze gastronomiche che su queste terre nascono: da sud a nord. Vino, Olio extravergine, Taralli, friselle, peperoncini, melanzane, legumi, pasta, mozzarelle di bufala, torrone, miele, marmellate, si intrecciano in un crescendo di gusto e di emozione con le parole di chi quei prodotti li ha seminati, coltivati e portati nelle nostre tavole, un intreccio gustoso ed esilarante, che riempie di sapore coscienze e stomaci.
Il menù di Mafie in Pentola
Aperitivo
Friselle, taralli e olio extravergine d’oliva
Antipasti
Carciofi violetti di Brindisi ripieni, fritti e ripassati al forno (come li fanno a Mesagne)
Pane casereccio con patè di peperoncino piccante calabrese in olio extravergine d’oliva
Primi
Zuppa di Cicerchie, come la fanno a Portella della Ginestra (Sicilia)
Spaghetti di grano Simeto con passata di pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto
Secondo
Mozzarella di bufala campana, dalle Terre di don Peppe Diana (Campania)
Dessert
Il “padanissimo” torrone di Cascina Caccia (Piemonte)
Digestivo
Il limoncello di Bosco Falconeria (Sicilia)
Caffè (vietato offrirlo!)
Il tutto accompagnato dai vini Placido Rizzotto (Centopassi) e Hiso Telaray
A cura di Laura Farnesi
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