Torna in libreria Giuseppe Tortora, autorevole firma televisiva, con la sua nuova raccolta intitolata Le Rose Ignoranti. Un’opera che arriva tre anni dopo la precedente, muovendosi abilmente tra autobiografia emotiva e lirica.
La poesia come atto di verità
La scrittura di Tortora appare concentrata e priva di fronzoli, nata da un dialogo ideale con i grandi autori del passato. Il titolo stesso è un chiaro riferimento letterario al dilemma di Elsa Morante. Per l’autore, storico volto dietro le quinte di Porta a Porta, la poesia rappresenta uno spazio di verità assoluta.
Al centro della narrazione troviamo Amore e Tempo, elementi che scolpiscono l’identità. La raccolta disegna una geografia affettiva dove i luoghi si trasformano in versi.
Le città dell’anima: Napoli e il Cilento
Napoli emerge come una città colta ma ferita, spesso banalizzata dalla TV, mentre il Cilento rappresenta il luogo della formazione e della famiglia. Qui l’infanzia, seppur vissuta con poco, mantiene quella dignità cara a Eduardo De Filippo, distinguendo nettamente la povertà dalla miseria.
Il distacco da Roma
Diverso è il rapporto con Roma, città vissuta quotidianamente ma mai realmente assorbita. Una distanza che Giuseppe Tortora descrive richiamando Raffaele La Capria. Le Rose Ignoranti è dunque un libro prezioso, che usa la lingua per custodire le radici e renderle eterne.
Di Simone Pasquini