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Scienza accessibile: il progetto di Barbara Maglione per combattere la disinformazione

Alla scoperta del metodo di Barbara Maglione, la biologa molecolare che utilizza il video e la recitazione per proteggere la salute dei consumatori

by Viola Bianchi
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Barbara Maglione è biologa molecolare e e responsabile per la ricerca & sviluppo di Farmaceutici Damor. Il suo percorso professionale nasce nel rigore del laboratorio e si sviluppa oggi anche nella comunicazione digitale, dove utilizza strumenti narrativi e tecniche attoriali non per intrattenere, ma per rendere accessibile la complessità scientifica. Attraverso i social, con un suo progetto su Instagram ha dato vita a un processo divulgativo capace di unire etica, qualità farmaceutica e storytelling, contrastando la disinformazione con contenuti chiari, verificabili e visivamente incisivi.

Qual è stato il tuo percorso formativo?

«Il mio percorso principale è quello di biologa molecolare. Parallelamente Sono imprenditrice e responsabile per la ricerca & sviluppo di Farmaceutici Damor, un’azienda che lavora seguendo standard di qualità molto elevati, tipici del laboratorio farmaceutico».

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Barbara Maglione 

Come entra la recitazione in questo percorso?

«Ho frequentato un corso di recitazione non per cambiare carriera, ma per acquisire strumenti di comunicazione più efficaci. Per me la recitazione è un ponte: serve a tradurre la scienza in un linguaggio comprensibile, mantenendo intatta la sua autorevolezza».

Quanto è importante oggi la formazione continua?

«È fondamentale, ma deve essere ibrida. La precisione scientifica da sola non basta più: deve incontrare la capacità di stare davanti alla camera, di raccontare, di rendere un messaggio accessibile senza impoverirlo. Un imprenditore oggi deve anche saper “interpretare” ciò che fa».

Qual è stata l’esperienza più significativa in questo ambito?

«La divulgazione della qualità. Sul mio profilo Instagram ho lanciato un nuovo progetto: utilizzo competenze scientifiche e attoriali per mostrare, in modo visivo e narrativo, cosa accade quando mancano i controlli farmaceutici. Spiego perché solo lo standard di laboratorio può essere una vera garanzia per il consumatore».

Teatro, cinema o nuovi media?

«Senza dubbio i nuovi media. Il video breve è un linguaggio immediato, potente, capace di portare la ricerca scientifica nella quotidianità delle persone e di avvicinare Farmaceutici Damor al pubblico in modo diretto».

Qual è il tuo metodo di preparazione?

«È estremamente analitico. Studio il dato come biologa, poi costruisco il “personaggio divulgatore” che lo rende semplice. La preparazione nasce sempre dalla scienza e si trasforma in narrazione solo in un secondo momento».

Qual è stata la difficoltà più grande da superare?

Barbara Maglione

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«Semplificare concetti molecolari senza banalizzarli. È un equilibrio delicato: la recitazione aiuta a mantenere alta l’attenzione, ma è la competenza tecnica che rende i contenuti solidi e inattaccabili».

Hai dei modelli di ispirazione?

«Scienziati capaci di bucare lo schermo senza perdere credibilità. Il mio obiettivo è essere il punto d’incontro tra l’estetica della comunicazione e l’etica della produzione farmaceutica».

Quali sono i tuoi obiettivi futuri?

«Tra cinque anni vorrei rivoluzionare la comunicazione farmaceutica. Il mio profilo Instagram dovrà essere un canale di fiducia, dove il pubblico trova solo informazioni corrette e prodotti certificati. Sto lavorando anche allo sviluppo di una vera e propria sceneggiatura scientifica per video sempre più coinvolgenti».

Qual è, per te, il percorso ideale?

«Non i riflettori del cinema, ma la luce della verità scientifica. Voglio usare il video per combattere la disinformazione e garantire che ciò che le persone utilizzano per la propria salute rispetti standard altissimi».

Barbara Maglione rappresenta una nuova figura professionale: una scienziata che non rinuncia al rigore, ma sceglie di comunicare; un’imprenditrice che non semplifica per vendere, ma per educare. Nel suo lavoro, la recitazione non è finzione, ma strumento etico; il video non è spettacolo, ma responsabilità. In un’epoca di rumore e superficialità, il suo progetto dimostra che la vera innovazione sta nel rendere la scienza comprensibile senza tradirla.

A cura della redazione

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