L’attività fisica, la postura corretta e i moderni trattamenti costituiscono gli strumenti fondamentali per la salute del sistema circolatorio. Il personal trainer Christian Boceda illustra le routine quotidiane più efficaci, mentre il Dott. Marco Iera spiega il momento opportuno per consultare uno specialista e le opzioni terapeutiche migliori.
Le vene varicose non rappresentano un semplice problema estetico, ma costituiscono una vera patologia capace di generare conseguenze rilevanti sulla salute. In Italia soffre di questo disturbo circa il 40% delle donne e una quota compresa tra il 20% e il 30% della popolazione generale.
Il disturbo insorge quando le valvole venose degli arti inferiori, preposte a spingere il sangue verso il cuore, perdono efficienza. Il sangue ristagna e provoca la dilatazione dei vasi superficiali. Oltre a pesantezza, dolore e gonfiore, le fasi avanzate mostrano stati infiammatori e alterazioni cutanee con il rischio di complicanze.
I principali fattori di rischio comprendono la familiarità, l’obesità, il sovrappeso, la sedentarietà e le professioni che impongono una posizione eretta prolungata e statica. Inoltre, la gravidanza e le oscillazioni ormonali favoriscono la comparsa o il peggioramento delle varici nei soggetti predisposti.
Un quotidiano programma di movimento preserva il benessere della vascolarizzazione e favorisce la gestione dei disturbi. “Si tratta di intervenire sulle proprie abitudini con costanza, senza cercare soluzioni miracolose. Il movimento può sostenere la circolazione e il benessere generale, contribuendo a ritardare la comparsa o favorendo la gestione di alcuni disturbi legati alla patologia”, spiega Christian Boceda, esperto di angiologia, ideatore di routine circolatorie e fondatore di CB Coaching.
Le quattro abitudini quotidiane per il benessere venoso
- Movimento costante: La contrazione dei muscoli incrementa il ritorno venoso. In questo processo, il polpaccio funziona come una pompa meccanica naturale che spinge il flusso ematico verso l’alto.
- Monitoraggio dei cambiamenti ormonali: Fasi quali gravidanza, menopausa o l’uso di contraccettivi orali influenzano l’evoluzione delle varici. Individuare tali momenti aiuta a interpretare i segnali del corpo e a consultare un medico al momento opportuno.
- Alternanza della postura: Rimanere fermi in piedi o seduti a lungo accentua il gonfiore e la pesantezza. Risulta utile interrompere i periodi di immobilità con brevi pause attive e indossare indumenti comodi.
- Alimentazione bilanciata e funzionalità intestinale: La stipsi incrementa temporaneamente la pressione addominale. Un regime ricco di fibre (frutta, verdura, legumi e cereali integrali) e un’idratazione idonea mantengono la regolarità, anche se nessun alimento specifico elimina da solo le vene varicose.
Esercizi utili e attività fisiche sconsigliate
Per stimolare la circolazione, il personal trainer suggerisce quattro movimenti mirati:
- Ponte a terra: Questo esercizio tonifica i glutei e la parte posteriore delle cosce favorendo il flusso ematico. In posizione supina con le ginocchia flesse e i piedi a terra, sollevate il bacino contraendo i glutei per 20 ripetizioni.
- Step-up con piccolo slancio: Unisce coordinazione, lavoro muscolare e stimolazione del sistema linfatico. Sali su un rialzo portando il ginocchio opposto verso l’alto (20 ripetizioni).
- Scrollate con gambe in scarico: Una tecnica ideale contro il gonfiore alle caviglie a fine giornata. Distesi a terra con le gambe in alto, eseguite rapide vibrazioni per 45-60 secondi per stimolare il drenaggio dei fluidi.
- Sollevamenti sulle punte dei piedi: Appoggiati a una parete, eseguite da 10 a 15 sollevamenti alternati sulle punte dei piedi, tornando a terra con controllo.

sollevamenti polpacci e Christian Boceda ph press
L’esperto raccomanda cautela verso alcuni allenamenti specifici:
“Ci sono alcuni allenamenti che possono risultare poco indicati per chi è predisposto a gonfiore e ritenzione idrica come squat con carichi elevati, affondi statici con pesi importanti, corsa intensa e prolungata, esercizi con numerosi salti e sessioni cardio ad alta intensità senza adeguato recupero. Queste attività, se non inserite in un programma personalizzato, possono aumentare l’infiammazione dei tessuti, peggiorare la circolazione e favorire una maggiore sensazione di pesantezza agli arti inferiori”.
Quando consultare lo specialista e i trattamenti disponibili
Quando i semplici accorgimenti quotidiani non bastano, occorre ricorrere a diagnosi e trattamenti medici personalizzati.
“L’attività fisica e le buone abitudini possono sostenere la circolazione e contribuire a gestire alcuni disturbi, ma non eliminano le varici già formate e non sostituiscono gli interventi necessari in presenza di insufficienza venosa”, evidenzia il Dott. Marco Iera, chirurgo plastico.
Il medico definisce la diagnosi differenziale: “Per capire come affrontare il problema è importante distinguere i piccoli capillari superficiali dalle vene varicose vere e proprie, che possono essere associate a un malfunzionamento delle valvole venose. Pesantezza, gonfiore alle caviglie, dolore, prurito e crampi, soprattutto se peggiorano a fine giornata, sono segnali da non sottovalutare. Anche le alterazioni della colorazione della pelle e le lesioni che faticano a guarire richiedono attenzione”.
In presenza di varici o sintomi persistenti, “è importante rivolgersi a un angiologo o a un chirurgo vascolare, che potrà valutare il quadro clinico e indicare, quando necessario, un ecocolordoppler. Questo esame permette di stabilire se sia necessario intervenire sulla causa del problema prima di trattare le manifestazioni visibili”, prosegue il Dott. Marco Iera.
Sulle opzioni terapeutiche per i vasi piccoli: “Per i capillari superficiali e le piccole teleangectasie, una delle opzioni più utilizzate è la scleroterapia, che consiste nell’iniettare una sostanza in grado di determinare la chiusura progressiva del vaso trattato. Per i vasi molto sottili, in casi selezionati, può essere indicato il laser transcutaneo”.
In presenza di quadri più complessi: “Quando, invece, le vene varicose sono di maggior calibro e sono associate a un reflusso patologico, possono essere valutate tecniche mininvasive come l’ablazione endovenosa con laser o radiofrequenza, la scleroterapia con schiuma ecoguidata oppure, in situazioni specifiche, altri trattamenti o la chirurgia tradizionale. La scelta dipende sempre dalla diagnosi”.
Infine, lo specialista conclude: “Una diagnosi corretta, il trattamento più appropriato e uno stile di vita attivo e salutare permettono di affrontare il problema in modo consapevole, migliorando il benessere e favorendo risultati più duraturi”.
A cura della redazione
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