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Wanda Nara, i giudici negano il maxi assegno del divorzio

Il Tribunale di Milano ha respinto la richiesta di mantenimento avanzata dalla showgirl argentina nei confronti dell’ex marito: decisive la sua indipendenza economica, la carriera costruita negli anni e la mancata dimostrazione di sacrifici professionali per la famiglia

by Nora Taylor
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La vicenda matrimoniale di Wanda Nara e Mauro Icardi si chiude anche sul piano giudiziario italiano, ma la questione patrimoniale continua a rappresentare uno degli aspetti più controversi della loro separazione. I giudici hanno infatti respinto la domanda con cui la showgirl argentina chiedeva all’ex marito un assegno divorzile da 100 mila euro al mese, stabilendo che non emergono elementi sufficienti per giustificare una somma di tale portata. La decisione riporta l’attenzione su una delle rotture sentimentali più seguite nel panorama dello spettacolo internazionale, una storia nella quale vicende private, interessi economici e percorsi professionali si sono intrecciati per anni davanti all’opinione pubblica.

La pronuncia della nona sezione civile del Tribunale di Milano sancisce la conclusione del matrimonio nell’ordinamento italiano e definisce la posizione dei magistrati sulle richieste finanziarie presentate da Wanda Nara. La questione, del resto, era già arrivata nelle aule giudiziarie durante la separazione: in quella fase, i giudici avevano respinto una precedente domanda di mantenimento da 250 mila euro mensili. Anche la successiva richiesta di assegno divorzile ha quindi ricevuto una risposta negativa.

Le motivazioni dei giudici sulla richiesta economica

Tra gli elementi centrali esaminati dal tribunale figura la situazione professionale e finanziaria della quarantenne argentina, che nel tempo ha consolidato un’identità autonoma nel settore dello spettacolo e dell’imprenditoria. Secondo i magistrati, Wanda Nara possiede risorse personali adeguate e non ha dimostrato di aver abbandonato concrete occasioni professionali per dedicarsi esclusivamente alla famiglia.

La showgirl aveva sostenuto di aver messo in secondo piano una parte delle proprie aspirazioni artistiche per occuparsi della gestione domestica e delle figlie. Tuttavia, i giudici non hanno considerato sufficientemente dimostrata questa ricostruzione. La valutazione del tribunale si concentra dunque sulla necessità di verificare l’esistenza di sacrifici professionali effettivi, senza riconoscere automaticamente un sostegno economico sulla base della differenza di reddito tra gli ex coniugi.

Televisione, musica e attività da procuratrice sportiva

mario castaldi /foto romano

mario castaldi /foto romano

La decisione evidenzia inoltre come la notorietà di Wanda Nara sia aumentata proprio negli anni del matrimonio con Mauro Icardi, quando il calciatore rappresentava uno dei protagonisti del panorama calcistico internazionale e una figura legata all’Inter. Durante quel periodo, la showgirl ha partecipato a diverse trasmissioni televisive, sperimentato il ruolo di conduttrice, sviluppato iniziative musicali e portato avanti il proprio lavoro come procuratrice sportiva.

In quest’ultima veste, Wanda Nara si è occupata anche della gestione degli interessi professionali del marito. Per i magistrati, il percorso seguito nel corso degli anni non dimostrerebbe rinunce lavorative di una portata tale da giustificare un assegno con funzione compensativa. La presenza continuativa in diversi ambiti professionali rappresenta quindi uno degli aspetti considerati nella valutazione della richiesta economica.

Perché la disparità economica non garantisce il mantenimento

La distanza tra i guadagni degli ex coniugi, da sola, non determina il diritto a ricevere un assegno divorzile. Per ottenere un contributo di questo tipo occorre dimostrare che lo squilibrio finanziario derivi anche da decisioni condivise durante il matrimonio e da rinunce professionali realmente sostenute da uno dei partner nell’interesse della famiglia.

Nel caso esaminato dal Tribunale di Milano, la ricostruzione proposta dalla showgirl non ha fornito, secondo la valutazione dei giudici, elementi sufficienti per riconoscere il contributo richiesto. Il provvedimento si inserisce così nel confronto giudiziario sulle conseguenze economiche della fine di un matrimonio, nel quale la valutazione delle condizioni individuali assume un ruolo determinante.

La reazione di Icardi e una separazione ancora sotto i riflettori

Mauro Icardi ha accolto favorevolmente l’esito della controversia e ha commentato la decisione sui social network con toni ironici. Per Wanda Nara, invece, il verdetto rappresenta una battuta d’arresto rispetto alle aspettative economiche avanzate nei confronti dell’ex marito, in un periodo personale già attraversato da tensioni e controversie.

La conclusione del matrimonio sul piano legale non sembra quindi destinata a spegnere rapidamente l’interesse pubblico intorno alla coppia. La vicenda continua a richiamare l’attenzione sulle conseguenze patrimoniali delle separazioni più esposte mediaticamente, soprattutto quando entrambi gli ex partner hanno costruito percorsi professionali rilevanti.

Quando una relazione si trasforma in una disputa giudiziaria, infatti, la questione economica può diventare uno degli ultimi nodi da sciogliere. Nel caso di Wanda Nara e Mauro Icardi, il mancato riconoscimento dell’assegno divorzile richiesto aggiunge un nuovo capitolo a una separazione che, anche dopo la fine del matrimonio, continua a occupare le cronache dello spettacolo.

A cura di Nora Taylor
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