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Nomadi Digitali: addio ufficio, ora si lavora in viaggio

Il fenomeno dei Nomadi Digitali esplode: 80 milioni nel mondo. Scopri la workcation e come gli hotel diventano i nuovi uffici di lusso per chi “stacca così”!

by Laura Farnesi
nomadi digitali addio ufficio, ora si lavora in viaggio

Hai mai sognato di chiudere il laptop vista mare invece che davanti alla solita parete grigia dell’ufficio? Non sei la sola. Quello che un tempo sembrava un’utopia per pochi eletti è diventato una realtà consolidata: il confine tra dovere e piacere si è fatto sempre più sfumato, dando vita alla “workcation”. Questa nuova formula, che fonde lavoro e vacanza, sta ridefinendo il concetto stesso di viaggio e permettendo a milioni di donne di riprendersi il proprio tempo senza sacrificare la carriera.

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I numeri di un fenomeno globale

Non si tratta più di una nicchia marginale. Secondo Forbes, oggi nel mondo ci sono tra i 40 e gli 80 milioni di nomadi digitali. È un vero e proprio movimento guidato dai Millennial e dalla Gen Z: la maggior parte di questi professionisti ha infatti un’età compresa tra i 25 e i 44 anni.

Anche l’Italia sta abbracciando il cambiamento. Se prima della pandemia gli smart worker erano una rarità, oggi i numeri sono impressionanti, e secondo l’Osservatorio EY, il 67% dei Millennial e ben il 79% della Gen Z italiana si dicono interessati a combinare vacanza e lavoro. Rosa Giglio, Head of Brand Marketing and Communication di BWH Hotels Italy & South-East Europe, conferma questa trasformazione: “Stiamo osservando un cambiamento profondo nelle abitudini dei viaggiatori, sempre più orientati a coniugare lavoro e mobilità”.

Che lavoro fanno e quanto guadagnano?

Ma chi sono, concretamente, queste professioniste sempre in movimento? Non solo influencer o blogger (che pure sono presenti), ma anche sviluppatrici, ghostwriter, tutor online, assistenti virtuali e imprenditrici e-commerce. I settori più forti sono l’IT, i servizi creativi e l’istruzione.

L’aspetto economico è interessante: il reddito medio si aggira tra i 3.000 e i 4.000 dollari al mese. Molte sfruttano il cosiddetto “geo-arbitrage”, una strategia intelligente che consiste nel guadagnare stipendi occidentali vivendo in paesi dove il costo della vita è più basso, permettendosi così un tenore di vita decisamente superiore. Inoltre, oltre 64 paesi, inclusa l’Italia, hanno introdotto visti specifici per agevolare questi soggiorni lunghi.

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L’hotel diventa il nuovo ufficio chic

Dimentica i vecchi internet point. Per accogliere questa forza lavoro esigente, il mercato degli spazi di coworking sta vivendo una crescita esponenziale e si prevede che raddoppierà il suo valore entro il 2032, arrivando a quasi 60 miliardi di dollari.

La vera tendenza del momento è l’integrazione tra ospitalità e lavoro. “Il coworking non è più solo una soluzione per chi non ha un ufficio: è diventato un ecosistema che favorisce la contaminazione tra competenze e la nascita di nuove idee”, spiega Rosa Giglio. Strutture alberghiere d’avanguardia stanno lanciando servizi come “myWO”, trasformando gli hotel in hub di produttività e benessere, dove è possibile lavorare in spazi attrezzati e poi godersi i servizi dell’hotel.

La mobilità non è più solo svago, ma parte integrante della nostra routine professionale. E tu, sei pronta a preparare la valigia e l’ufficio portatile?

A cura di Laura Farnesi

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