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Rientro shock? Salva subito il capitale emotivo estivo

Stop all’ansia di settembre: preserva il tuo capitale emotivo estivo e prolunga il benessere delle ferie senza farti travolgere dalla routine. Scopri la guida

by Laura Farnesi
rientro shock salva subito il capitale emotivo estivo

Vacanze appena archiviate, agende che improvvisamente traboccano di impegni, notifiche dello smartphone di nuovo attive a ciclo continuo e quella fastidiosa sensazione che tra settembre e dicembre sia necessario stipare un anno intero di scadenze. Per molte donne il ritorno alla routine si trasforma in un vero e proprio sovraccarico mentale, spesso etichettato con la formula sbrigativa del post-vacation blues. Eppure, il nocciolo della questione potrebbe non risiedere nella semplice nostalgia della spiaggia, bensì nella voracità con cui polverizziamo in una manciata di giorni ogni traccia di benessere faticosamente conquistata.

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Richard Romagnoli

A proporre un cambio di paradigma radicale è Richard Romagnoli, noto coach, autore bestseller e ideatore del metodo Happygenetica, che parla apertamente di capitale emotivo estivo. Non si tratta di un’evanescente riserva di serotonina stipata nella valigia, ma di un autentico patrimonio personale fatto di riposo, sonno ristoratore, ritmi dilatati, silenzio, natura e relazioni autentiche. La vacanza svela una versione di noi stesse che respira, cammina, ascolta e rallenta; il vero paradosso sociale consiste nel ritenere fisiologico ciò che ci logora ed eccezionale ciò che ci nutre.

La trappola della reperibilità perenne e le quattro abitudini dannose

La letteratura scientifica attesta che le ferie generano benefici tangibili, ma la loro durata non dipende da una scadenza anagrafica: è la gestione del rientro a decretarne la sopravvivenza o l’estinzione immediata. Tra i pericoli più insidiosi spicca il mancato distacco psicologico, alimentato dalla cosiddetta workplace telepressure, ossia l’urgenza compulsiva di rispondere a chat e comunicazioni di lavoro anche quando il corpo si trova fisicamente altrove. Come sintetizza Romagnoli nel suo saggio Il silenzio che guarisce, possiamo avere il corpo adagiato sul divano e la mente ancora prigioniera dell’ufficio.

Questo tesoro interiore viene letteralmente dilapidato quando commettiamo quattro errori simultanei. Il primo è saturare ogni singolo spazio dell’agenda azzerando i momenti per noi stesse; il secondo è riaccendere all’istante tutte le notifiche cedendo a una reperibilità totale; il terzo è abbandonare di colpo le attività piacevoli che avevano riacceso la nostra vitalità; il quarto è cadere nella trappola di voler recuperare il presunto tempo perduto. Il tempo dedicato a ridere, camminare, leggere o riposare non è mai sprecato, e pretendere di comprimere quattro mesi di produttività in sole quattro settimane conduce a un esaurimento precoce già a inizio autunno.

Riprogrammare il contesto: la domanda strategica per ripartire

Il rientro rischia di trasformarsi in una reazione a catena automatica: ritrovare la solita scrivania, posizionare il telefono nello stesso identico punto e ripetere i medesimi gesti riattiva all’istante vecchi schemi di stress. Tuttavia, gli studi sui comportamenti dimostrano che una transizione stagionale rappresenta anche una preziosa finestra di opportunità. Modificare anche solo un minuscolo dettaglio del nostro ambiente circostante consente di spezzare il pilota automatico e recuperare lucidità decisionale.

La prima domanda da porsi a settembre non deve essere un frenetico interrogativo su cosa si debba fare, ma una riflessione su che cosa ci abbia fatto stare davvero bene durante l’estate e su come continuare a coltivarlo. I mesi estivi diventano così un laboratorio privilegiato in cui osservare le condizioni ottimali del nostro equilibrio interiore: con chi eravamo, quanto correvamo, dove tenevamo il cellulare e quanto spazio dedicavamo all’aria aperta. Tracciare mentalmente queste risposte permette di esportare nella quotidianità ciò che conta realmente.

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Tre mosse quotidiane e la filosofia della felicità feriale

Per non consumare l’energia estiva nell’arco di una settimana, il protocollo suggerito da Happygenetica si articola in tre azioni concrete e graduali. La prima mossa mette il respiro davanti al mondo: dedicare i primissimi cinque minuti del risveglio all’ascolto corporeo e a una respirazione lenta, orientata a circa sei atti respiratori al minuto per favorire la variabilità cardiaca, tenendo lo smartphone rigorosamente spento e chiedendosi come si desidera vivere la giornata. Il secondo passo consiste nel salvare una singola consuetudine virtuosa dell’estate, come una camminata serale, una colazione consumata con calma o più ore di sonno, inserendola stabilmente nella settimana senza pretendere di stravolgere la vita tutta insieme. Infine, la sera è utile stilare un saldo emotivo, individuando cosa ha ricaricato le nostre batterie e cosa le ha svuotate, così da ripetere il giorno successivo un gesto nutriente ed eliminare un comportamento tossico.

Questa visione si sposa con la consapevolezza che la felicità non è un trofeo da rimandare alle prossime vacanze o a quando ogni problema sarà risolto, ma una scelta quotidiana di presenza. È la cosiddetta felicità feriale, quella che abita il martedì mattina, il gusto di un caffè sorseggiato senza fretta o una risata condivisa. Portare con sé l’insegnamento dell’estate significa evitare che i giorni ordinari tornino a essere una prigione da cui fuggire, custodendone con fermezza la calma, la centratura e la leggerezza.

Chi è Richard Romagnoli

Formatore, anchor man e coach internazionale, Richard Romagnoli ha perfezionato il proprio percorso di studi trasferendosi in India, dove ha approfondito la meditazione, la respirazione consapevole e la Terapia della Risata, applicandola in contesti sanitari, sociali e nelle più prestigiose realtà multinazionali tecnologiche e del lusso. Rientrato in Italia, ha condiviso palcoscenici di rilievo mondiale accanto a figure come Gregg Braden, Bruce Lipton, Don Miguel Ruiz e Deepak Chopra. Dalla collaborazione scientifica con il professor Pier Mario Biava è nato il metodo Happygenetica, connubio tra epigenetica e pratiche di trasformazione energetica e psicofisica adottato da brand quali L’Oréal, Lancôme, Nike, Microsoft ed Enel. Autore di undici volumi tra cui Ho imparato a Ridere, Happygenetica e Il Gene della Felicità, è stato relatore TEDx, Ambasciatore della Risata nel mondo, World Food Ambassador per Rise Against Hunger e detentore del Guinness World Record per la sessione di risata terapeutica più lunga mai realizzata.

www.richardromagnoli.com

www.facebook.com/romagnolirichard

https://www.instagram.com/richardromagnoli/

A cura di Laura Farnesi

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