Home Donna NewsSegreti e percorsi d’autore: la magia dell’Alto Piemonte

Segreti e percorsi d’autore: la magia dell’Alto Piemonte

Un percorso suggestivo che attraversa novarese, vercellese e biellese per celebrare eccellenze agricole, memorie d'autore e paesaggi d'eccezione

by Viola Bianchi
cantina gattinara nervi arch. fot. cciaa monte rosa laghi alto piemonte

Dalle ampie distese allagate delle risaie vercellesi fino ai ripidi versanti che i porfidi dell’antico Supervulcano della Valsesia modellano, l’Alto Piemonte inaugura un mese di settembre votato all’enogastronomia e al turismo lento. Questo mosaico geografico e produttivo collega le province di Vercelli, Novara e Biella fino agli specchi d’acqua del Lago Maggiore e del Lago d’Orta. L’intero territorio condivide un percorso comune grazie a SUSTAINEVENTS, progetto Interreg che la Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte promuove per incentivare forme di accoglienza basate su rigorosi standard ESG (ambientali, sociali e di governance).

Come evidenzia il presidente dell’ente camerale, Angelo Santarella, il programma «rappresenta il trait d’union tra le destinazioni e gli eventi del territorio accomunati da una visione orientata alla sostenibilità, capace di valorizzare le eccellenze locali e di offrire benefici concreti sia per chi vive il territorio sia per chi lo sceglie come meta di viaggio».

Celebrazioni storiche e identità risicola nelle terre di Vercelli

L’itinerario prende il via nel cuore delle Terre del Riso con Risò, rassegna internazionale in calendario dall’11 al 13 settembre nella provincia di Vercelli e nei Borghi delle Vie d’Acqua. L’appuntamento propone dimostrazioni ai fornelli, conferenze tematiche, percorsi guidati e laboratori per famiglie, affiancati da allestimenti culturali che celebrano tre ricorrenze fondamentali:

  • I 160 anni del Canale Cavour: l’imponente opera idraulica concepita da Camillo Benso, che 14.000 operai realizzarono in appena 1.045 giorni; con uno sviluppo di 82,2 chilometri, il canale convoglia 110.000 litri d’acqua al secondo dal Po al Ticino e irriga ancora oggi 170.000 ettari.
  • I 120 anni dalla conquista delle 8 ore delle mondine: un traguardo determinante per la dignità del lavoro rurale italiano, illustrato nell’esposizione dedicata alle lavoratrici delle risaie.
  • Gli 80 anni del riso Arborio: la celebre varietà che l’agronomo Domenico Marchetti selezionò nel 1946, approfondita tra botanica, pratiche agronomiche e indicazioni culinarie. Trova spazio anche la mostra Riflessi di riso, incentrata sul legame tra risorsa idrica, memoria e biodiversità.

Tappa a Novara tra arte antonelliana e delizie artigianali

L’esplorazione del comprensorio tocca la città di Novara attraverso un percorso urbano che unisce patrimonio artistico e arte dolciaria. I partecipanti visitano il laboratorio del rinomato Biscottificio Camporelli, custode dei tradizionali biscottini novaresi, e salgono sulla monumentale Cupola di San Gaudenzio, capolavoro ottocentesco che Alessandro Antonelli ideò per offrire una vista straordinaria sulla pianura e sulla catena alpina. Completano l’esperienza piacevoli passeggiate guidate tra palazzi storici e suggestive piazze del centro.

ghemme colline novaresi federicobarra

Alto Piemonte ph Press

Le Notti del Vino tra prestigiosi Nebbiolo e vitigni autoctoni

Settembre accoglie inoltre la rassegna Le Notti del Vino, evento che l’Associazione Nazionale Città del Vino promuove per valorizzare cantine, pendii collinari e borghi storici con degustazioni e camminate tra i vigneti:

  • Gattinara (4-6 settembre, presso Villa Paolotti e l’Enoteca Regionale);
  • Boca e Curino (5 settembre);
  • Borgomanero (6 settembre, nella cornice di Villa Marazza);
  • Barengo (12 settembre, in piazza Travaglini);
  • Cavaglio d’Agogna e Suno (19 settembre, con itinerario a piedi ed eventi diffusi);
  • Bogogno (20 settembre, presso la cantina Cà Nova).

Il percorso pone in risalto due grandi denominazioni ricavate da uve Nebbiolo: il Gattinara DOCG, accompagnato dal museo civico, e il Ghemme DOCG, dominato dallo storico castello-ricetto. In queste terre le radici affondano nei porfidi rosso-violacei dell’antico Supervulcano della Valsesia, donando ai calici una spiccata mineralità e una lunga longevità. Il panorama enologico dell’Alto Piemonte comprende anche il bianco autoctono Erbaluce di Caluso tra i rilievi vercellesi e biellesi, a conferma di un comparto che unisce cura del paesaggio, ricerca enologica e turismo responsabile.

A cura della redazione

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