Esprimersi attraverso la moda e la recitazione significa unire presenza scenica, sensibilità e capacità di comunicare anche senza parole. Per Ana Daudishvili, il set fotografico e la telecamera rappresentano spazi in cui esplorare nuove sfumature di sé, sperimentare linguaggi diversi e dare forma alle proprie emozioni. Il

Ana Daudishvili ph Press
suo percorso è guidato dal desiderio di andare oltre l’apparenza, cercando autenticità in ogni esperienza e imparando a trasformare anche le difficoltà in occasioni di crescita. In questa intervista, Ana racconta che cosa la spinge a mettersi in gioco, come affronta i rifiuti e quale tipo di personaggio sogna di interpretare.
Ana, da dove nasce la tua passione per la moda e la recitazione e in che modo queste due realtà si integrano?
«Amo esprimermi attraverso il corpo, lo sguardo e le emozioni. La recitazione mi permette di immergermi in personaggi diversi, esplorare mondi interiori e provare a comprendere punti di vista lontani dal mio. La moda, invece, mi insegna a comunicare anche senza parole, attraverso la presenza, i gesti e il modo in cui scelgo di presentarmi. Per me sono due linguaggi complementari: entrambi mi aiutano a raccontare chi sono, ma anche a scoprire nuove sfaccettature della mia personalità».
Che differenza senti tra l’energia di un set fotografico e quella di un provino?
«Durante uno shooting fotografico l’energia è più istintiva e si concentra soprattutto sul corpo, sullo sguardo e sulla capacità di trasmettere qualcosa attraverso un’immagine. Al provino, invece, il lavoro diventa più intimo: cerco di entrare in sintonia con le emozioni

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del personaggio, comprenderne le motivazioni e trovare un modo personale per interpretarlo. Sono esperienze diverse, ma in entrambe cerco di essere presente, concentrata e autentica. Credo che la spontaneità sia fondamentale per riuscire a comunicare qualcosa di vero».
Come affronti i rifiuti e le critiche senza perdere la motivazione?
«Cerco di non viverli come fallimenti personali, perché so che non essere scelti fa parte del percorso. Ogni opportunità dipende da tanti fattori e un rifiuto non significa necessariamente non essere capaci o non avere talento. Quando ricevo una critica, provo ad ascoltarla con attenzione e a capire se può aiutarmi a migliorare. Naturalmente non è sempre facile, ma credo che ogni esperienza, anche quella più deludente, possa insegnarci qualcosa. L’importante è non perdere la fiducia in sé stessi, continuare a lavorare e arrivare alla prossima occasione con maggiore consapevolezza».
Qual è il ruolo che sogni di interpretare?
«Mi piacerebbe interpretare un personaggio femminile forte, elegante e profondamente umano, con una

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storia intensa e tante sfumature emotive. Una donna che affronta le difficoltà senza rinunciare a sé stessa e che, proprio nei momenti più complicati, trova la forza di andare avanti. Mi affascinano i personaggi che non sono perfetti, ma che hanno fragilità, contraddizioni e una grande capacità di reagire. In un ruolo del genere metterei sicuramente molto di me, cercando allo stesso tempo di dare vita a una persona autentica, con una sua identità e una storia da raccontare».
Come ti prendi cura di te stessa per sentirti al meglio davanti alla telecamera?
«Punto al benessere generale, non soltanto all’aspetto estetico. Cerco di dare importanza al sonno, a un’alimentazione sana, alla cura della pelle e soprattutto all’equilibrio mentale. Credo che sentirsi bene interiormente sia importante anche per riuscire a trasmettere sicurezza e naturalezza davanti alla telecamera. Per me essere autentica significa valorizzare ciò che mi rende unica, senza cercare di imitare qualcun altro. La cura di sé dovrebbe aiutare a sentirsi più in armonia con la propria identità, non a rincorrere un modello imposto dall’esterno».
Per Ana Daudishvili, moda e recitazione non sono soltanto occasioni per apparire, ma strumenti per comunicare, esplorare emozioni e raccontare storie. La sua idea di autenticità nasce dalla capacità di riconoscere il proprio valore, accogliere le critiche costruttive e affrontare le difficoltà senza lasciare che definiscano i propri limiti. In un ambiente in cui l’immagine ha spesso un ruolo centrale, Ana sceglie di dare spazio anche alla dimensione interiore, alla sensibilità e alla ricerca personale. Perché, al di là di uno scatto riuscito o di un provino, ciò che può fare davvero la differenza è la capacità di restare fedeli a sé stessi e continuare a crescere, esperienza dopo esperienza.
A cura della redazione
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