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Dariya Derkach, dall’infanzia in Ucraina all’atletica italiana

Nata a Vinnycja e trasferita in Campania a nove anni, ha costruito in Italia la propria vita e una lunga carriera nell’atletica, superando l’attesa della cittadinanza, tre interventi ai tendini d’Achille e arrivando nel 2026 al titolo europeo

by Nora Taylor
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Dariya Derkach nasce il 27 marzo 1993 a Vinnycja, in Ucraina, a circa 200 chilometri da Kiev. La sua famiglia ha già un legame molto forte con l’atletica: il padre Serhiy Derkach pratica il decathlon, mentre la madre Oksana gareggia nel salto triplo e nel salto in lungo. Lo sport entra quindi molto presto nella vita di Dariya, che cresce osservando i genitori allenarsi e sviluppa gradualmente la curiosità verso quelle discipline che accompagnano la quotidianità familiare.

Nel 2002, quando ha appena nove anni, Dariya lascia l’Ucraina e raggiunge l’Italia insieme alla famiglia. I genitori scelgono la Campania nella ricerca di condizioni di vita migliori e la bambina si stabilisce a Pagani, in provincia di Salerno. Qui comincia una nuova fase della sua esistenza. Deve imparare una lingua diversa, conoscere un nuovo ambiente e costruire nuove amicizie, mentre la famiglia affronta i sacrifici necessari per ricominciare. Proprio in Campania, però, Dariya trova anche il luogo nel quale nascerà e crescerà il suo talento sportivo.

La scuola, le amicizie e l’integrazione

Durante i primi anni italiani Derkach affronta anche le difficoltà tipiche di chi arriva in un nuovo Paese da bambina. Non conosce l’italiano e all’inizio deve abituarsi a una realtà completamente diversa da quella lasciata in Ucraina. A scuola vive anche qualche episodio legato alle sue origini, ma progressivamente riesce a inserirsi nella nuova comunità. Lo sport diventa uno strumento fondamentale per superare le distanze e costruire rapporti con gli altri ragazzi.

Dariya completa in Italia il proprio percorso scolastico e consegue il diploma al liceo scientifico. In seguito prosegue gli studi nell’ambito delle scienze motorie. La sua formazione procede quindi parallelamente alla crescita agonistica. Nel frattempo la famiglia continua a rappresentare il centro della sua vita e il rapporto con lo sport diventa sempre più intenso, anche grazie all’esperienza dei genitori.

I primi passi nell’atletica

La carriera di Dariya Derkach comincia molto presto. Nel 2003, quando ha dieci anni, entra nel mondo dell’atletica attraverso il CUS Salerno. Successivamente cresce nell’ambiente dell’Atletica Vis Nova Salerno, dove gli allenatori riconoscono rapidamente le sue qualità. All’inizio si dedica a più specialità: prove multiple, salto in lungo e salto triplo. Questa versatilità le permette di costruire una solida base tecnica e fisica e di conquistare numerosi titoli nelle categorie giovanili.

Prima ancora di poter vestire la maglia della nazionale italiana, Derkach raccoglie 18 titoli giovanili in sei anni. I risultati mostrano già il suo talento: nel 2013, ai campionati italiani under 23, raggiunge 6,67 metri nel salto in lungo e 13,92 metri nel salto triplo. Queste prestazioni la proiettano tra le migliori giovani italiane della sua generazione e confermano che il triplo rappresenta progressivamente la specialità nella quale può raggiungere i risultati più importanti.

La lunga attesa della cittadinanza italiana

La crescita sportiva di Dariya incontra però un ostacolo che non dipende dalla pedana. Pur vivendo in Italia dall’infanzia e pur avendo costruito qui la propria vita, deve attendere il completamento dell’iter per ottenere la cittadinanza italiana. Per questo motivo non può rappresentare l’Italia nelle principali competizioni internazionali giovanili. Nel frattempo arrivano anche interessamenti da altre federazioni, ma lei sceglie di aspettare.

Nel maggio 2013 Derkach ottiene finalmente la cittadinanza italiana. Poche settimane dopo arriva il debutto con la nazionale assoluta agli Europei a squadre di Gateshead, nel Regno Unito, dove gareggia nel salto in lungo. Nello stesso anno conquista l’argento nel salto triplo agli Europei under 23 di Tampere. Il 2013 diventa così un anno fondamentale, perché unisce alla svolta personale della cittadinanza anche i primi importanti risultati internazionali con la maglia azzurra.

Il passaggio al salto triplo

Negli anni successivi Dariya Derkach concentra sempre più energie sul salto triplo. Nel 2014 entra nell’Aeronautica Militare e alla fine dello stesso anno si trasferisce a Formia, dove continua ad allenarsi con il padre Serhiy. Nel 2016 supera per la prima volta la barriera dei 14 metri, raggiungendo 14,15. Quel risultato rappresenta una tappa importante perché dimostra la crescita della giovane atleta e consolida il suo ruolo tra le migliori triplisti italiane.

Il percorso continua tra campionati italiani e grandi competizioni internazionali. Derkach partecipa ai Giochi olimpici di Rio 2016 e successivamente a Tokyo 2020 e Parigi 2024. Nel frattempo migliora progressivamente il proprio livello tecnico. Nel 2021 raggiunge 14,31 e successivamente porta il record personale a 14,47. Nel 2022 migliora anche la prestazione indoor con 14,26, mentre nel 2023 conquista un risultato particolarmente importante: la medaglia d’argento agli Europei indoor.

La finale olimpica di Parigi

Il 2024 rappresenta un altro momento significativo della carriera di Dariya Derkach. A Parigi partecipa alla sua terza Olimpiade e raggiunge la finale del salto triplo, chiudendo all’ottavo posto. La qualificazione alla finale olimpica conferma la continuità raggiunta dall’atleta e il livello internazionale della sua carriera. Nello stesso periodo continua a lavorare con il tecnico Alessandro Nocera, che assume un ruolo centrale nel suo percorso dopo la lunga collaborazione con la famiglia.

La scelta tecnica rappresenta una svolta importante. Derkach passa progressivamente sotto la guida di Nocera, mentre i genitori rimangono figure fondamentali nella sua vita personale e nella sua formazione sportiva. La decisione arriva dopo anni nei quali la famiglia aveva seguito direttamente gli allenamenti e accompagna una fase di crescita nella quale l’atleta cerca nuovi stimoli per migliorare ulteriormente.

Gli infortuni e la prova più difficile

Nel 2025 la carriera di Dariya Derkach affronta uno dei momenti più complicati. I problemi ai tendini d’Achille diventano particolarmente seri e la costringono a sottoporsi a tre interventi chirurgici, due al tendine d’Achille sinistro durante l’estate e un altro al destro in autunno. Gli infortuni interrompono una fase importante della carriera e mettono in discussione la possibilità di tornare rapidamente ai massimi livelli.

La campionessa, però, decide di continuare. Dopo la riabilitazione torna gradualmente all’attività agonistica e nel 2026 ritrova la condizione. Le prime gare mostrano una crescita progressiva, fino al 14,51 ottenuto prima del grande appuntamento europeo. Il recupero assume così un significato particolare: la sua carriera non si ferma davanti agli infortuni e la pedana torna a rappresentare il luogo nel quale misurare la propria rinascita.

Il giorno dell’oro europeo

Il 13 agosto 2026 arriva la consacrazione. A Birmingham, negli Europei, Dariya Derkach affronta la finale del salto triplo e trova la misura che cambia la sua carriera. Dopo un primo salto da 14,53, mantiene una grande continuità e al quarto tentativo raggiunge 14,60 metri. Il nuovo primato personale supera di otto centimetri il precedente 14,52 e consegna all’azzurra il titolo europeo.

Alle sue spalle finiscono la belga Saliyya Guisse, argento con 14,46, e la bulgara Aleksandra Nacheva, bronzo con 14,40. Derkach domina quindi la finale e conquista il primo oro europeo all’aperto della propria carriera. Il risultato assume anche un valore storico per l’atletica italiana, perché rappresenta il primo titolo continentale all’aperto conquistato da un’atleta italiana nel salto triplo femminile.

Una carriera costruita sulla resilienza

La storia di Dariya Derkach unisce dunque due percorsi che procedono insieme: quello della donna cresciuta tra Ucraina e Italia e quello dell’atleta che ha impiegato anni per raggiungere la vetta internazionale. Dalla bambina arrivata a Pagani nel 2002 alla campionessa europea del 2026, ogni fase ha aggiunto un elemento alla sua identità. La famiglia, la scuola, la cittadinanza, i primi allenamenti a Salerno, il trasferimento a Formia, le Olimpiadi, le medaglie, gli infortuni e la riabilitazione hanno costruito una carriera lunga e complessa.

Il titolo europeo di Birmingham non cancella le difficoltà attraversate da Derkach: le dà un significato nuovo. La campionessa ha trasformato una lunga esperienza fatta di attese e ostacoli in una delle prestazioni più importanti della propria vita sportiva. Oggi il suo nome appartiene alla storia del salto triplo italiano, ma dietro il risultato rimane la vicenda personale di una bambina nata in Ucraina che ha trovato in Italia la propria casa e ha costruito, passo dopo passo, il sogno di diventare una grande atleta.

A cura di Nora Taylor
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