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Greta Scarano a Venezia: messaggio contro la violenza

L'attrice e co-conduttrice sfrutta la passerella del Lido per un forte appello sociale davanti agli obiettivi

by Viola Bianchi
greta scarano ph ig

Greta Scarano trasforma la passerella della Mostra del Cinema di Venezia in una potente cassa di risonanza contro la violenza di genere e i femminicidi. In occasione della prima di The Echo Chamber, pellicola diretta dal regista Andrea Pallaoro, l’attrice ha sorpreso i fotografi attraverso un’azione simbolica di grande impatto emotivo, lasciando parlare il corpo dove il silenzio rischierebbe di prevalere.

Presentatasi al Lido con un scenografico vestito scarlatto, la madrina ha tracciato una linea sul proprio volto con il rossetto. Subito dopo, ha teso il palmo verso i flash per intimare un ideale stop ai maltrattamenti. L’impatto visivo ha unito la tonalità dell’abito e la striscia scarlatta sul viso in una sola, inequivocabile richiesta di giustizia.

Una voce libera sul palco del Lido

Questo gesto assume una rilevanza ancora maggiore alla luce dell’incarico ricoperto dall’artista durante la kermesse lagunare. Greta Scarano guida infatti le serate inaugurali e conclusive della rassegna accanto al collega Nicolas Maupas. Il prestigioso ruolo istituzionale non frena la volontà dell’attrice di esprimere chiaramente i propri ideali civili.

Già prima dell’inizio del festival, l’interprete aveva chiarito la propria posizione, ribadendo di non temere le prese di posizione pubbliche e di voler adoperare la visibilità internazionale per accendere i riflettori su urgenze sociali cruciali.

L’impegno civile e le tappe della carriera

La laguna accoglie così un momento di riflessione profonda che va oltre lo sfavillio dei flash e dell’alta moda. L’attrice romana sceglie con costanza il linguaggio visivo per veicolare battaglie di civiltà: durante il recente photocall aveva già esibito un ventaglio con i colori della causa palestinese, confermando un profilo artistico mai indifferente.

All’età di quarant’anni, l’artista vive una fase centrale del proprio percorso professionale. Il suo debutto al festival risale al 2011 con l’opera Qualche nuvola. Quindici anni dopo, torna da protagonista per accompagnare il pubblico, dimostrando che anche sui red carpet dedicati alla bellezza esiste il dovere morale di denunciare le ingiustizie.

A cura della redazione

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