Il racconto della nuova stagione firmata Les Filles d’Eva inizia in una Venezia sospesa, matrice di uno stile che mescola sapientemente decadenza e slancio futurista. La protagonista di questo viaggio è una figura colta e inquieta, una studentessa d’arte che incarna l’archetipo della piratessa borghese degli anni ’30. Ispirandosi alla libertà intellettuale di icone come Peggy Guggenheim, la collezione FW 26/27 esplora una femminilità che vive nella tensione costante tra l’appartenenza alle proprie radici e il desiderio di trasformazione.

Il simbolo cardine di questa appartenenza è il quadrifoglio veneziano, un ricamo prezioso realizzato interamente a mano in Italia. Non si tratta di un mero decoro, ma di una radice concreta che attraversa ogni capo, trasformando la memoria artigianale in un segno vivo e contemporaneo.
Stratificazioni di stile: dal tailoring maschile al boho-chic
L’eleganza proposta dal brand si costruisce per livelli, fondendo le personalità di donne diverse in un’unica visione sfaccettata. Si avverte l’influenza del rigore indipendente di Lauren Hutton nel taglio dei completi maschili sartoriali, che qui acquistano una sensualità inedita. A questa si alternano l’irriverenza nostalgica tipica di Vanessa Paradis e la grazia senza tempo di Aurélie Claudel, definendo un guardaroba capace di oscillare tra minimalismo scultoreo e pizzi che evocano la consapevolezza degli anni ’80.
I volumi si fanno avvolgenti nelle nappe e nei jersey di lusso, mentre i pizzi seamless garantiscono una vestibilità impeccabile senza necessità di stiratura, rendendo ogni pezzo perfetto per la vita dinamica della donna contemporanea.
Geografie tessili: dalla Mongolia alle metropoli d’Oriente
Il viaggio prosegue verso terre lontane, dove la necessità di protezione incontra l’etica della sostenibilità. Nelle steppe della Mongolia, la donna LFD indossa pellicce ecologiche e maglieria over in costa inglese, arricchita da intarsi in pizzo macramè cuciti a mano. Il denim si presenta “armato” da lavaggi intensi, pronti ad affrontare ogni sfida climatica con risolutezza.

Il contrasto netto arriva con l’approdo nelle capitali del business orientale, come Hong Kong e Doha. Qui il linguaggio estetico si fa autoritario ed essenziale. Protagonisti sono i freschi di lana sostenibili, frutti delle tecnologie più avanzate dei tessutai italiani, che disegnano silhouette decise e spalle strutturate. All’interno dei bauli da viaggio trovano posto anche preziosi abiti da sposa in pizzo francese dentelle: un omaggio alla memoria materna e una promessa di ricongiungimento con un amore perduto, pronti a trasformare ogni tappa in un atto di volontà e rinascita.
Website: www.lesfillesdeva.com
IG Profile: @lesfillesdeva
A cura di Laura Farnesi
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