Shakira torna a unire il suo nome al calcio mondiale con “Dai Dai”, il brano scelto come inno ufficiale dei Mondiali 2026. In questa nuova sfida pop, l’artista ritrova il centro della scena globale accanto a Burna Boy, una delle voci più influenti del panorama internazionale.
Pochi giorni dopo l’eco del gigantesco concerto sulla spiaggia di Copacabana, davanti a una folla immensa che ha ribadito il suo status di icona planetaria, la cantante colombiana rilancia con una canzone pensata per accompagnare il torneo più seguito del mondo. Ancora una volta, trasforma il calcio in uno spettacolo musicale.

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Un ritorno nel segno dei Mondiali
Per Shakira non si tratta di un esordio, ma di un ritorno dal valore simbolico molto forte. Dopo il successo travolgente di “Waka Waka” nel 2010 e il capitolo brasiliano di “La La La” nel 2014, l’artista torna a firmare il suono ufficiale di una competizione che nel frattempo ha cambiato geografia e linguaggio, ma non ha perso il bisogno di un inno capace di unire stadi, televisioni e social network in un unico ritornello.
“Dai Dai” nasce proprio con questa ambizione. Il titolo, sorprendentemente in italiano, apre un ritornello immediato costruito su un’incitazione semplice e universale, che si intreccia con parole in inglese, spagnolo, francese e persino giapponese, in un mosaico sonoro pensato per parlare a un pubblico senza confini.
Il mix con Burna Boy e i richiami al calcio
La collaborazione con Burna Boy non arriva per caso. Il cantante nigeriano porta nel brano la spinta dell’afrobeat, oggi tra i linguaggi più forti del pop globale, mentre Shakira aggiunge la sua identità latina e una capacità quasi unica di trasformare ogni grande evento in una coreografia collettiva.
Il risultato punta dritto alla memoria immediata, con percussioni serrate, un ritornello da stadio e un testo che celebra la tenacia, il sogno sportivo e l’idea della competizione come terreno d’incontro tra culture diverse.
Nel brano trova spazio anche un piccolo omaggio alla storia del calcio. Tra i nomi evocati compaiono leggende che attraversano epoche e continenti, da Pelé a Maradona, fino a Paolo Maldini, una citazione che ha colpito il pubblico italiano e che suona quasi come una curiosa rivincita simbolica, vista l’assenza dell’Italia dal torneo.
Musica, beneficenza e spettacolo finale
Questo progetto guarda ben oltre la musica. “Dai Dai” accompagnerà anche un’iniziativa benefica legata alla Coppa del Mondo, con parte dei proventi destinati a programmi internazionali che favoriscono l’accesso all’istruzione e allo sport per i più giovani.
Intanto cresce l’attesa per il videoclip, girato tra i colori del Maracanã e atteso per l’inizio della competizione. Sale anche l’attenzione per la finalissima del 19 luglio, quando Shakira sarà tra le protagoniste del primo halftime show in stile Super Bowl nella storia dei Mondiali.
A sedici anni da “Waka Waka”, la sua voce torna così nel luogo in cui aveva già lasciato il segno, con la formula che conosce bene: un ritmo che accende il pubblico, una scena mondiale pronta ad ascoltare e un ritornello destinato a inseguire il pallone fino all’ultimo fischio.
A cura della redazione
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