Dopo aver dichiarato: «Temo di essere spiata», Maria Rosaria Boccia ha depositato questa mattina un formale esposto presso la Procura di Torre Annunziata, in provincia di Napoli. Gli avvocati Francesco Di Deco e Francesco Petruzzi la rappresentano e hanno presentato un’istanza per segnalare la possibile manomissione o compromissione del suo cellulare e dei dispositivi elettronici collegati.
Le chiamate bloccate con Carlo Tarallo e il processo a Roma
Nel documento, i legali ipotizzano che qualcuno abbia alterato il telefono da remoto. Queste presunte manipolazioni impedirebbero la ricezione delle chiamate, soprattutto quelle del giornalista Carlo Tarallo. Quest’ultimo risulta coimputato insieme a Maria Rosaria Boccia nel procedimento davanti al Tribunale di Roma, nato dalla denuncia per interferenze illecite presentata dall’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano insieme alla moglie.
I reati ipotizzati e le prove sulle chat di WhatsApp
Attraverso i propri avvocati, la donna chiede agli inquirenti di verificare se subisca un controllo abusivo. La richiesta riguarda l’eventuale configurazione dei reati di intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche mediante software malevoli.
A supporto dell’esposto, la difesa ha allegato diverse schermate delle chat su WhatsApp e l’intera documentazione relativa al procedimento penale in corso a Roma, nel quale risultano imputati Maria Rosaria Boccia e Carlo Tarallo.
A cura della redazione
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