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Matcha latte: il trend green che accende la tua routine

Scopri il fascino del matcha latte, tra origini nipponiche, l'alternativa hojicha e l'irresistibile ricetta fredda al profumo di gelsomino

by Laura Farnesi
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Verde brillante, sofisticato e ormai onnipresente nei feed social delle appassionate di lifestyle e benessere: il tè matcha ha conquistato a pieno titolo le abitudini quotidiane globali, trasformandosi da rigido canone cerimoniale nipponico a irrinunciabile piacere metropolitano. Dietro a questa tonalità magnetica si cela una tradizione secolare che sposa la contemporaneità, offrendo un’esperienza gustativa complessa, energizzante e versatile. A raccontare la metamorfosi di questo rituale è Giusmìn, bottega milanese fondata nel 2019 nel vivace quartiere di Porta Venezia da Francesco Rossi, attiva a livello nazionale anche tramite il proprio canale e-commerce.

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L’eccellenza di Uji e il profilo aromatico

La qualità del prodotto finito affonda le radici nel territorio di Uji, nei pressi di Kyoto, culla simbolica della produzione di tè ombreggiati. Qui le piante vengono riparate dalla luce diretta del sole per alcune settimane prima della raccolta: un accorgimento agronomico che altera la struttura della foglia, incrementando l’intensità della clorofilla e sviluppando la tipica nota umami. Le foglie raccolte vengono cotte a vapore, asciugate e private di steli e venature per ricavare il tencha, che viene successivamente macinato in modo lentissimo tramite macine in pietra per preservarne fragranza e micronizzazione.

A differenza dei tè tradizionali per infusione, in questo caso l’intera foglia viene sospesa nell’acqua, garantendo una resa in tazza densa e strutturata. All’assaggio emergono sentori vegetali limpidi, seguiti da una rotondità umami persistente, da una dolcezza naturale e da una delicata trama astringente che rinfresca il palato. Questa solidità strutturale consente alla polvere di esprimersi al meglio sia in purezza, lavorata con acqua calda e frustino chasen, sia abbinata al latte per bevande montate e preparazioni di alta pasticceria.

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Hojicha: il fascino tostato della polvere bruna

L’universo delle polveri giapponesi non si esaurisce con lo smeraldo del matcha. Una valida declinazione aromatica è rappresentata dall’hojicha, un tè verde tostato intensamente a temperature elevate e poi ridotto a grana finissima. La lavorazione conferisce alla polvere una colorazione ambrata e calda, sprigionando al naso e al palato note calde di cacao, chicchi di caffè e caramello. Si tratta di una proposta con un’identità autonoma rispetto al matcha, ideale sia in purezza sia montata con bevande vegetali o vaccini, grazie a una naturale morbidezza che esalta le creazioni dolciarie e i momenti di relax pomeridiani. Per chi desidera sperimentare dal vivo la lavorazione e il confronto gustativo tra queste due anime del Sol Levante, la boutique organizza periodicamente percorsi dedicati nella sede di via Achille Maiocchi 15 a Milano, con una Tea Class tematica fissata per domenica 18 ottobre 2026.

La ricetta floreale del matcha latte al gelsomino

Tra le combinazioni più eleganti spicca una rivisitazione fresca che valorizza la naturale aromaticità delle foglie, senza ricorrere ad aromi artificiali o sciroppi zuccherini. Gli ingredienti necessari prevedono 250 millilitri di latte oppure di bevanda vegetale, 3 grammi di tè verde al gelsomino in foglie, 2 grammi di matcha di alta qualità, 50 millilitri di acqua a 70 gradi e cubetti di ghiaccio a piacere.

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Il procedimento prende avvio la sera precedente, ponendo le foglie di tè verde al gelsomino in infusione a freddo direttamente all’interno del latte, lasciando riposare la miscela in frigorifero per tutta la notte. Il mattino seguente occorre filtrare con accuratezza il liquido per eliminare ogni residuo solido, ottenendo una base lattea delicatamente profumata. Separatamente, si setaccia la polvere verde in una ciotola e la si lavora con il frustino chasen insieme all’acqua a temperatura controllata fino a ottenere un composto perfettamente sciolto e privo di grumi. Per l’assemblaggio finale, si riempie un bicchiere capiente con il ghiaccio, si versa la base al gelsomino e si conclude versando delicatamente la crema verde in superficie, creando un contrasto visivo e sensoriale impeccabile.

A cura di Laura Farnesi

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