Prima gli sci, ai piedi quando era poco più che una bambina. Poi, a soli cinque anni, la scoperta della tavola. È così che prende forma la storia sportiva di Michela Moioli, una delle atlete più rappresentative dello snowboard cross italiano. Alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, venerdì 13 febbraio, l’azzurra è tornata protagonista sulla neve di Livigno, conquistando una preziosa medaglia di bronzo e arricchendo ulteriormente un palmarès già straordinario.
Per lei si tratta della terza medaglia olimpica, un risultato che conferma una carriera costruita con determinazione, talento e una straordinaria capacità di rialzarsi nei momenti difficili.
Gli inizi: dagli sci alla tavola
Nata il 17 luglio 1995, bergamasca come l’amica e campionessa Sofia Goggia, Michela Moioli cresce in una famiglia dove la neve è di casa. Papà Giancarlo e mamma Fiorella sono appassionati di montagna e la portano sugli sci quando ha poco più di tre anni, sulle piste di Spiazzi di Gromo, in Val Seriana.
Ma la curiosità e la voglia di sperimentare la spingono presto verso un’altra disciplina. A cinque anni prova lo snowboard a Colere. È qui che avviene l’incontro destinato a cambiare la sua vita: un maestro osserva quella bambina muoversi sulla tavola con sorprendente naturalezza. Si tratta di Giancarlo Tagliaferri, che diventa il suo primo punto di riferimento tecnico.
Tagliaferri la indirizza verso lo Scalve Boarder Team, lo sci club di Colere diretto da Cesare Pisoni, destinato a diventare il suo mentore. Da quel momento, la storia agonistica di Michela prende una direzione precisa.

Michela Moioli ph IG
Il carattere che fa la differenza
Chi ha conosciuto Michela da piccola racconta di una bambina instancabile, competitiva, impossibile da fermare. Cesare Pisoni ricorda un episodio emblematico:
«Se volete comprendere un po’ chi è Michela, vi basti questo episodio: un giorno la porto in neve fresca, per lei è la prima volta. C’è un po’ di nebbia, le dico “stai dietro di me e non ti preoccupare”. Neanche il tempo di dirglielo, che lei va come avesse sempre sciato in fresca, mi supera ma finisce in un avvallamento e cade. Dente rotto e un po’ di sangue. La porto in rifugio per farla riposare. Tempo cinque minuti e la piccola Michela mi fa: “Vabbè dai, andiamo a sciare!”»
Questo aneddoto dice molto del suo spirito. Non si ferma davanti a nulla: né un dente rotto, né un ginocchio malandato. È una competitiva nata, una di quelle che – come scherzano i suoi allenatori – vuole “vincere anche a carte”.
Il suo mantra, ereditato dalla nonna Adriana, è semplice e diretto: “Molà mia”, cioè “Non si molla mai”. Una filosofia che l’ha accompagnata lungo tutta la carriera.
L’ascesa internazionale
Classe 1995, Michela entra nel circuito dei grandi giovanissima. A 16 anni è già nel gruppo delle senior e a 17 debutta in Coppa del Mondo. I risultati arrivano presto: nel 2013 conquista la sua prima vittoria proprio a Sochi, la città che di lì a poco avrebbe ospitato le Olimpiadi.
Ai Giochi di Sochi 2014 si presenta con ambizioni importanti. Durante la finale, mentre lotta per una medaglia, un contatto la sbilancia: la caduta le costa la rottura di un legamento. Una battuta d’arresto pesante, ma non definitiva. Con la stessa forza dimostrata da bambina, Michela riparte.
Quattro anni più tardi, ai Giochi di Pyeongchang 2018, scrive la storia: è la prima italiana a conquistare l’oro olimpico nello snowboard cross. Un trionfo che la consacra definitivamente.
Nel 2022, a Pechino, aggiunge un’altra medaglia olimpica: l’argento nel mixed team, in coppia con Omar Visintin. E nel 2026, sulle nevi di casa a Milano Cortina, arriva il bronzo che completa una trilogia olimpica di altissimo livello.
Coppe del Mondo e medaglie iridate
Il percorso di Michela Moioli non si limita alle Olimpiadi. Nel suo palmarès figurano tre Coppe del Mondo generali di snowboard cross, conquistate nel 2016, 2018 e 2020. Le vittorie in Coppa sono diventate venti, a testimonianza di una continuità ai vertici rara in una disciplina così spettacolare e imprevedibile.
Sul fronte mondiale, il bottino è altrettanto ricco. In totale sono sette le medaglie iridate: l’oro nel team a St. Moritz 2025 (Engadina), tre argenti tra Park City 2019 (team) e Idre Fjäll 2021 (individuale e team), oltre a tre bronzi conquistati nel 2015, 2017 e 2019.
Nel marzo 2025, sulla neve dell’Engadina, arriva anche un titolo mondiale individuale che impreziosisce ulteriormente la sua carriera.
Amicizie, passioni e sogni
Bergamasca doc, Michela condivide con Sofia Goggia non solo le origini ma anche la passione per l’Atalanta e la capacità di reagire alle difficoltà. Fuori dalle piste è una ragazza solare, piena di interessi.
Quando non è impegnata in gara, si allena in bici, con una predilezione per la specialità gravel, perfetta per chi ama la montagna in ogni stagione. La musica è un’altra grande passione: ascolta rock, dall’hard al soft, ma non si limita ad accendere le cuffie. Suona anche l’ukulele, cercando in quelle note più dolci un equilibrio tra energia e sensibilità.
Di recente è tornata single e guarda al futuro con serenità. Durante il Festival dello Sport 2025 a Trento, ha raccontato i suoi desideri per il dopo-carriera: diventare allenatrice e restituire ai bambini ciò che ha ricevuto da giovanissima. E, un giorno, costruire una famiglia e avere un figlio.

Mondiali St. Moritz 2025 ph IG
Il bronzo di Milano Cortina 2026
Alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, Michela si presentava tra le atlete più attese. Sulla pista di Livigno, ha dato battaglia fino all’ultimo metro, conquistando un bronzo dal sapore speciale. Non solo per il valore sportivo, ma perché ottenuto davanti al pubblico di casa.
Questa medaglia rappresenta molto più di un terzo posto: è la conferma di una carriera lunga, coerente e luminosa. Dall’oro di Pyeongchang 2018 all’argento di Pechino 2022, fino al bronzo italiano del 2026, Michela ha dimostrato che la costanza e il carattere possono fare la differenza tanto quanto il talento.
Una carriera da esempio
La storia di Michela Moioli è quella di un’atleta capace di trasformare le cadute in ripartenze, gli infortuni in nuove motivazioni, le sconfitte in trampolini di lancio. Dalla prima volta sugli sci in Val Seriana all’incontro decisivo con Giancarlo Tagliaferri e Cesare Pisoni, ogni passaggio ha contribuito a costruire una campionessa completa.
Oggi, con tre medaglie olimpiche, tre Coppe del Mondo e numerosi podi mondiali, Michela non è soltanto un simbolo dello snowboard italiano, ma un esempio di determinazione e autenticità. E, come recita il suo motto, “Molà mia”: non si molla mai.
A cura di Viola Bianchi
Leggi anche: La donna dai box: Claudia Peroni si racconta