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Morsi di zecca: tutto quello che occorre sapere

La presenza delle zecche aumenta durante la bella stagione e interessa boschi, prati, sentieri e numerose aree verdi. Nella maggior parte dei casi il morso non provoca conseguenze serie, ma alcune specie possono trasmettere infezioni come la malattia di Lyme e l'encefalite da zecche. Conoscere i sintomi, intervenire rapidamente e adottare semplici precauzioni permette di limitare in modo significativo i possibili rischi per la salute

by Nora Taylor
zecche ph fp

Ogni anno, con l’arrivo della primavera e soprattutto dell’estate, cresce l’attenzione verso i morsi di zecca, un fenomeno che interessa sempre più persone durante passeggiate, escursioni e attività all’aperto. Questi piccoli parassiti si trovano soprattutto tra la vegetazione, nei boschi, nei prati, lungo i sentieri e nelle zone ricche di arbusti, dove attendono il passaggio di un animale o di una persona per attaccarsi alla pelle e nutrirsi di sangue. Nella maggior parte delle situazioni il morso provoca soltanto una lieve irritazione locale e non determina particolari conseguenze. Tuttavia alcune specie possono trasmettere microrganismi responsabili di malattie anche importanti. Per questo motivo medici e autorità sanitarie invitano a non sottovalutare il problema e a conoscere i comportamenti corretti da adottare prima, durante e dopo un’escursione nella natura.

La diffusione delle zecche continua ad aumentare

Negli ultimi anni gli specialisti hanno registrato una presenza sempre più ampia delle zecche in numerose aree italiane. Inverni meno rigidi, stagioni calde più lunghe, cambiamenti climatici e una maggiore presenza di fauna selvatica favoriscono la sopravvivenza e la diffusione di questi parassiti anche in territori dove in passato risultavano meno frequenti. Chi pratica trekking, mountain bike, caccia, raccolta di funghi oppure trascorre molto tempo in campagna presenta un’esposizione maggiore, ma anche una semplice passeggiata in un parco o in un prato può comportare il contatto con una zecca.

Gli esperti ricordano che il morso di una zecca non comporta automaticamente la comparsa di una malattia. Nella maggior parte dei casi non si sviluppa alcuna infezione. Il livello di rischio dipende dalla specie del parassita, dall’eventuale presenza di agenti patogeni e dal tempo durante il quale la zecca rimane ancorata alla pelle prima della rimozione.

Le infezioni che possono seguire un morso

Tra le patologie più conosciute compare la malattia di Lyme, conosciuta anche come borreliosi di Lyme, causata dai batteri del genere Borrelia. Uno dei segnali più caratteristici consiste nella comparsa dell’eritema migrante, un arrossamento della pelle che tende ad allargarsi gradualmente attorno alla zona del morso. Se il paziente non riceve una diagnosi tempestiva, l’infezione può interessare anche articolazioni, cuore e sistema nervoso.

Un’altra malattia che richiede particolare attenzione è l’encefalite da zecche, indicata con la sigla TBE. Questa infezione virale può coinvolgere il sistema nervoso centrale e interessa soprattutto alcune aree del Nord Italia. Per chi vive o frequenta abitualmente le zone considerate più esposte, la vaccinazione rappresenta uno strumento di prevenzione particolarmente importante, soprattutto per le categorie che lavorano quotidianamente nei boschi o trascorrono molto tempo negli ambienti naturali.

Le zecche possono inoltre trasmettere altre infezioni, tra cui rickettsiosi, ehrlichiosi e, in casi meno frequenti, tularemia. La rimozione rapida del parassita riduce in maniera significativa la possibilità di trasmissione di numerosi microrganismi responsabili di queste patologie.

I sintomi che richiedono una visita medica

Dopo avere eliminato correttamente una zecca, conviene controllare la zona interessata e osservare il proprio stato di salute per diverse settimane. Febbre, mal di testa, dolori muscolari, dolori articolari, stanchezza persistente o linfonodi ingrossati rappresentano segnali che meritano un approfondimento medico. Anche la comparsa dell’eritema migrante richiede una valutazione tempestiva, perché costituisce uno dei sintomi più caratteristici della malattia di Lyme.

Un intervento precoce consente nella maggior parte dei casi di iniziare rapidamente il trattamento più adeguato e di ridurre il rischio di complicazioni. Per questo motivo gli specialisti consigliano di non trascurare alcun sintomo sospetto comparso nei giorni o nelle settimane successive al morso.

Come togliere correttamente una zecca dalla pelle

Gli specialisti raccomandano di utilizzare una pinzetta a punta sottile, afferrando il parassita il più vicino possibile alla superficie della pelle ed esercitando una trazione lenta, delicata e costante fino alla completa rimozione. Successivamente risulta opportuno disinfettare accuratamente la zona interessata e lavare con attenzione le mani.

I medici sconsigliano l’utilizzo di olio, alcol, benzina, creme, fiammiferi accesi o altri rimedi improvvisati, perché potrebbero aumentare il rischio di trasmissione degli agenti patogeni. Anche l’assunzione preventiva di antibiotici non rappresenta una soluzione da adottare automaticamente dopo ogni morso e richiede sempre una valutazione da parte del medico.

Prevenzione e controlli restano le migliori difese

La prevenzione continua a rappresentare lo strumento più efficace contro i rischi legati ai morsi di zecca. Durante le escursioni conviene indossare pantaloni lunghi, infilare i pantaloni nei calzini, preferire abiti chiari che permettono di individuare più facilmente i parassiti e utilizzare repellenti specifici seguendo attentamente le indicazioni riportate sulle confezioni. Al termine della passeggiata risulta importante controllare con cura il corpo, gli indumenti e anche gli animali domestici, prestando particolare attenzione a gambe, ascelle, inguine, collo e cuoio capelluto.

Negli ultimi mesi diverse regioni italiane hanno rafforzato l’attenzione verso le malattie trasmesse dalle zecche, soprattutto nelle aree dove circola con maggiore frequenza il virus responsabile della TBE. Gli esperti continuano a sottolineare l’importanza della vaccinazione per le persone maggiormente esposte e invitano la popolazione a mantenere alta l’attenzione durante tutte le attività svolte nella natura.

Il messaggio della comunità scientifica rimane chiaro: frequentare boschi e aree verdi continua a offrire numerosi benefici per la salute, ma adottare semplici comportamenti di prevenzione, riconoscere rapidamente eventuali sintomi e rivolgersi al medico quando necessario permette di ridurre in modo concreto il rischio di sviluppare infezioni trasmesse dalle zecche.

A cura di Nora Taylor
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