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Sanità: il blackout, non solo tecnico, che ferma i diritti

Un blackout al sistema Recup ha bloccato la sanità. Riflessione sui disagi per la salute femminile e l'impatto dei tagli all'occupazione nel settore

by Laura Farnesi
sanità il blackout, non solo tecnico, che ferma i diritti (2)

La cronaca di una mattinata ordinaria si è trasformata nell’ennesimo incubo per migliaia di cittadini nel Lazio. Dalle prime luci dell’alba, il sistema Recup di un importante sito sanitario a Roma è rimasto paralizzato, lasciando pazienti — in gran parte anziani e persone fragili — in attesa per ore nei corridoi degli ospedali. Le testimonianze raccolte da Fanpage.it raccontano di terminali muti dalle 7:30 fino a metà mattina, impedendo non solo le analisi del sangue, ma persino il pagamento del ticket o la consultazione delle cartelle cliniche. Un guasto tecnico che, sebbene risolto intorno alle 10:30, scoperchia il vaso di Pandora di una sanità sempre più precaria.

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Quando l’efficienza digitale tradisce la prevenzione

Per una donna, il tempo è spesso la risorsa più scarsa. Tra impegni lavorativi e gestione familiare, incastrare una visita di controllo o un esame diagnostico richiede un’organizzazione millimetrica. Un “semplice” intoppo informatico al sistema di prenotazione, a prescindere dal caso del Lazio e ampliando il perimetro all’intero Belpaese, non è quindi solo un disagio tecnico, ma un colpo diretto alla prevenzione. Sappiamo bene quanto la tempestività sia cruciale per gli screening oncologici o i monitoraggi ormonali; veder sfumare un appuntamento atteso da mesi a causa di un server in tilt significa, spesso, dover ricominciare da capo una trafila burocratica infinita. Questo caos digitale mette a rischio quel diritto alla salute che dovrebbe essere garantito e fluido, specialmente per chi ha già la salute compromessa.

I tagli alla sanità e il peso sulle lavoratrici

Dietro i monitor spenti e le file interminabili si nasconde però un’altra verità, meno visibile ma altrettanto dolorosa. La crisi del sistema sanitario (a dire la verità tutte le crisi, in qualsiasi settore) non riguarda solo i macchinari, ma le persone che lo fanno funzionare. I continui tagli ai budget nazionali colpiscono duramente l’occupazione, e il settore sanitario è, per eccellenza, un mondo a trazione femminile. Infermiere, tecniche di laboratorio e addette ai servizi amministrativi si trovano spesso a gestire la rabbia dell’utenza senza avere gli strumenti adeguati per operare. Quando si parla di “ridimensionamento del personale”, sono quasi sempre le donne a subire la precarizzazione o il mancato rinnovo dei contratti, depotenziando reparti dove l’empatia e la competenza femminile sono pilastri insostituibili.

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Un sistema da ricostruire per il benessere comune

Il blocco del sistema Recup nel Lazio è solo il “caso studio” di una fragilità strutturale che non può più essere ignorata con semplici comunicati di scuse. Sebbene ci siano state rassicurazioni che, fortunatamente, nessun paziente è stato rimandato a casa senza prestazione, il logorio psicologico e fisico di ore d’attesa resta un segno indelebile. Occorre investire in piani strategici con una visione robusta per il futuro e tecnologie resilienti e, soprattutto, in un piano occupazionale, che valorizzi tutte le professioni. Per quanto riguarda la sanità, il modello che funziona e che tutti noi auspichiamo di avere, è quella che rispetta il tempo dei pazienti e la dignità di chi ci lavora, garantendo che un prelievo di sangue non diventi un’odissea ma resti un semplice, essenziale gesto di cura verso noi stesse. Molte delle persone che lavorano nel settore fanno sforzi enormi affinché questo succede e lo fanno con il cuore, senza guardare la busta paga o la fatica che si fa sempre più pressante. Noi ringraziamo proprio tutte quelle persone (sono tante) che si sacrificano, in attesa che qualcosa di concreto venga fatto, per il bene di tutti. Perché, in fondo, ricordiamoci che la nostra Costituzione parla chiaro: l’articolo 32 definisce la salute come un diritto fondamentale dell’individuo e un interesse della collettività, un principio che nessuna criticità dovrebbe mai scalfire.

A cura di Laura Farnesi

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