Il palcoscenico più prestigioso della musica italiana non è solo una gara canora, ma una passerella a cielo aperto dove l’estetica diventa parte integrante della performance. Quest’anno, a catalizzare l’attenzione è stata l’energia travolgente di Elettra Lamborghini. L’artista, nota per il suo spirito libero e fuori dagli schemi, ha scelto di affidare la cura della sua immagine a una collaborazione d’eccellenza che unisce l’innovazione tecnologica britannica alla creatività italiana. Il risultato è un racconto visivo che celebra l’autenticità attraverso capelli impeccabili, capaci di resistere ai riflettori e ai ritmi serrati della kermesse ligure.

Onde regali e finish ultra-glossy: il trend è servito
Per il suo debutto, Elettra ha sfoggiato un’acconciatura dal sapore etereo e principesco, studiata per armonizzarsi con la preziosità del suo abito. L’hairstylist Claire Essoa ha reinterpretato il classico stile da red carpet in una versione 2.0, puntando su volumi scenografici e una texture sinuosa. Il segreto di tanta lucentezza risiede nell’utilizzo di tool professionali all’avanguardia firmati ghd, che permettono di ottenere un effetto specchio senza compromettere la salute della fibra capillare. Queste onde morbide non sono un semplice dettaglio, ma una dichiarazione di stile che esalta la femminilità contemporanea dell’artista, trasformando la chioma in un accessorio di lusso dinamico e vibrante.
Arisa e l’incanto del bianco ottico

Parallelamente al glamour di Elettra, Arisa ha incantato il pubblico con un progetto couture di altissimo profilo firmato Des_Phemmes. Sotto la direzione creativa di Salvo Rizza e la visione di Rebecca Baglini, la cantante ha indossato un abito a colonna in duchesse di seta bianco ottico che è un vero capolavoro di architettura tessile. La struttura interna invisibile scolpisce la silhouette con precisione millimetrica, mentre la scollatura geometrica definisce una linea pura e sofisticata.
Cristalli e ore di artigianalità per un effetto pioggia
Il vero protagonista del primo look di Arisa è però il ricamo: 1.300 gocce di cristallo applicate singolarmente a mano, un lavoro certosino durato ben 108 ore. L’effetto finale è quello di uno chandelier tridimensionale che cattura ogni raggio di luce sul palco, evocando la delicatezza della pioggia. È un dialogo tra identità e rappresentazione, dove l’abito non copre ma racconta la nuova consapevolezza dell’artista. Tra le onde luminose della Lamborghini e i riflessi preziosi di Arisa, questa edizione del Festival si conferma il laboratorio stilistico più affascinante dell’anno.
A cura di Laura Farnesi
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