Sofia Vicedomini ha 30 anni e vive a Roma. Alta 180 cm, con occhi castani e capelli biondi, parla italiano, inglese e francese. Il suo percorso unisce razionalità e sensibilità: oggi lavora come sviluppatrice software, ma la recitazione è da sempre una parte essenziale della sua identità. Dai 18 ai 20 anni ha recitato in una compagnia teatrale con metodo Stanislavskij, costruendo un rapporto profondo con il palcoscenico e con l’emozione condivisa con il pubblico.
Sofia, di cosa ti occupi oggi nella tua vita?
«Lavoro come sviluppatrice software a partita IVA da tre anni. La recitazione, però, fa parte di me da quando ero molto giovane. Prima del mio percorso di transizione ho fatto diverse esperienze teatrali. Vivendo all’estero ho riscoperto me stessa, anche se non ho ripreso subito a recitare».
Vorresti tornare a fare esperienza artistica tramite un’agenzia?
«Sì, perché recitare è il mio sogno. Ho fatto una prova di regia a Velletri che ha vinto un premio e diversi spettacoli con la mia compagnia. Trasmettere emozioni al pubblico e vedere i sorrisi sotto il palco mi dava una felicità enorme: è qualcosa che non si dimentica».
Hai dei ruoli che senti più tuoi o ti consideri versatile?
«Mi considero molto versatile. Ho interpretato ruoli sia protagonisti che secondari. Uno dei miei preferiti è stato il lampionaio del Piccolo Principe: non aveva battute, ma aveva un legame emotivo fortissimo con il testo, che amo profondamente. Ho anche partecipato a una parodia improvvisata della Bibbia, molto liberatoria e comica».
Ti piacerebbe lavorare anche nel mondo della moda e della televisione?
«Sì, perché rappresento fisicità non conformi. Vorrei trasmettere il messaggio che nessun corpo è sbagliato e che esistere così come si è va bene. È un messaggio che sento importante, soprattutto per i più giovani».
Hai già avuto esperienze televisive?
«Sì, ho fatto un’intervista su Rete 4 a Zona Bianca. Era un talk politico: mi hanno urlato addosso, è stato un vero battesimo di fuoco, ma anche molto formativo».
Come occupi il tuo tempo libero?
«Mi dedico al fai-da-te, alla stampa 3D, a piccoli lavori di elettronica. Amo creare, soprattutto con il legno».
Pratichi sport?
«Sì, scherma medievale e trekking. Amo la montagna e la natura».
Come descriveresti il tuo carattere?
«Sono determinata, so ascoltare e parlo il giusto».
Dove ti vedi tra cinque anni?
«Vorrei una casa di proprietà e tornare a recitare: su un palco o davanti a una cinepresa, invece che dietro un computer».
Il percorso di Sofia è fatto di coraggio, consapevolezza e ritorni importanti. Dopo aver esplorato mondi diversi e costruito solide competenze, il richiamo dell’arte torna a farsi sentire con forza. Perché alcune passioni non si spengono mai: restano in silenzio, aspettano il momento giusto e poi tornano a chiedere spazio. E per Sofia, quel palco — reale o simbolico — sembra essere ancora lì, pronto ad accoglierla.
A cura di Nora Taylor
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