Home AttualitàSpese a rate: la speranza di salvare shopping e bilancio

Spese a rate: la speranza di salvare shopping e bilancio

Dall'auto al veterinario: le spese a rate diventano la nuova routine di gestione quotidiana secondo un'indagine Younited condotta con Bamboo Research

by Laura Farnesi
spese a rate la speranza di salvare shopping e bilancio

Arrivare alla fine del mese senza rinunciare ai propri progetti o dover tagliare le spese essenziali sta diventando un vero e proprio esercizio di equilibrio quotidiano. Oggi il modo in cui gestiamo le uscite personali e familiari sta vivendo una trasformazione radicale: non si tratta più soltanto di regalarsi l’ultimo smartphone di tendenza o un elettrodomestico hi-tech, ma di ripensare l’intero carrello della spesa in chiave smart.

spese a rate la speranza di salvare shopping e bilancio

A mettere in luce questo cambio di paradigma è una ricerca paneuropea commissionata da Younited, realtà di riferimento nel settore del credito istantaneo, e condotta dall’istituto demoscopico Bamboo Research su un campione di tremila persone suddivise equamente tra Italia, Spagna e Francia. L’analisi rivela che quasi otto italiani su dieci (il 78%) tra coloro che hanno affrontato uscite comprese tra 200 e 50.000 euro negli ultimi sei mesi hanno scelto la formula dilazionata, allineandosi alle abitudini di francesi (79%) e spagnoli (83%).

Dal veterinario al corso per ripartire: come cambiano le priorità

Il vero dato sorprendente riguarda la natura stessa dei beni acquistati con questa modalità. Lontano dai vecchi cliché, la dilazione entra con decisione negli imprevisti e negli investimenti per sé e per i propri cari. Ben il 59% dei consumatori prenderebbe in considerazione il pagamento frazionato per coprire la manutenzione della propria automobile, mentre il 45% lo userebbe per curare i propri animali dal veterinario. La stessa percentuale, pari al 45%, vede nella rateizzazione uno strumento fondamentale per finanziare corsi e percorsi di formazione professionale, investendo sul proprio futuro lavorativo.

Accanto a queste necessità pratiche trovano spazio anche capitoli più delicati, come le spese funerarie (valutate dal 41%), ma pure il desiderio di concedersi capi e accessori nell’orologeria o nel segmento del lusso (37%) e lo shopping sostenibile di capi e prodotti di seconda mano (38%). Per oltre un italiano su quattro (il 27%), saldare tutto e subito metterebbe a dura prova l’equilibrio finanziario mensile: dividere gli importi, dunque, per il 36% rappresenta innanzitutto una scelta strategica di pianificazione serena.

spese a rate la speranza di salvare shopping e bilancio (2)

L’esperienza nei negozi fisici e la fiducia nel punto vendita

Contrariamente a quanto si possa pensare, questo fenomeno non appartiene esclusivamente alle vetrine digitali e all’e-commerce. In Italia ben il 41% dei pagamenti frazionati viene concordato direttamente all’interno dei negozi fisici, una quota che supera la Francia (39%) e si avvicina alla Spagna (44%). Il punto vendita tradizionale conserva un ruolo primario soprattutto per l’arredamento, gli elettrodomestici e gli articoli di pregio, dove il consiglio del personale e l’esperienza sensoriale in boutique continuano a fare la differenza.

Inoltre, la possibilità di usufruire di queste opzioni influisce profondamente sulla fedeltà verso il brand: il 65% degli intervistati dichiara di tornare con molto più entusiasmo ad acquistare dove trova formule di pagamento accessibili e su misura, aspettandosi sempre più spesso benefit aggiuntivi come sconti dedicati, cashback o programmi di ritiro dell’usato.

Verso regole più chiare e tutele per chi acquista

Il panorama è destinato a consolidarsi con l’introduzione delle nuove direttive europee sul credito al consumo, studiate per estendere le tutele anche alle formule di pagamento frazionato che fino a oggi sfuggivano alle norme standard. Come evidenzia lo studio, quattro consumatori su dieci accolgono con favore questo cambiamento normativo considerandolo indispensabile per rafforzare la sicurezza personale, mentre il 30% ritiene che contribuirà ad accrescere la fiducia generale verso questi strumenti, a fronte di una minoranza preoccupata per possibili rallentamenti burocratici.

Come ha spiegato Stefano Piscitelli, CEO di Younited Italia, siamo di fronte a una transizione strutturale: la flessibilità nei pagamenti non è più una parentesi straordinaria riservata a un capriccio o a un maxi-acquisto, ma uno strumento moderno, sostenibile e trasparente per gestire con serenità e indipendenza la vita di tutti i giorni.

A cura di Laura Farnesi

Leggi anche: Gambe perfette: il segreto per dire addio ai gonfiori

Potrebbe anche piacerti

error: Il contenuto è protetto!!