Le mete esotiche e gli stabilimenti balneari esclusivi cedono il passo a un nuovo desiderio. Durante l’estate del 2026, la rotta più desiderata dai viaggiatori italiani compie un’inversione verso il punto d’origine: il paese natale, alla riscoperta delle proprie radici.
Mentre dai finestrini delle auto risuonano le note del brano “Al mio paese” e il cinema ripropone l’epopea omerica, lungo lo Stivale prende vita un autentico nostos moderno. Oltre il 75% dei cittadini esprime la ferma intenzione di rimettere piede a casa: il 54% lo manifesta chiaramente, mentre il 21% nutre questo desiderio in maniera implicita. Solo il 18% dichiara indifferenza verso il richiamo del borgo d’origine, mentre il 7% rimane ancora incerto.
Questi dati emergono dall’indagine condotta dall’Osservatorio Polara — storico marchio siciliano e simbolo della tradizione italiana — che ha esaminato più di 1.500 conversazioni sul web per comprendere i sentimenti autentici delle persone in partenza.
Il richiamo delle radici conquista la Generazione Z
Le risposte più sorprendenti giungono dalle nuove generazioni. I giovani della Generazione Z abbandonano l’ossessione per le apparenze: il 31% degli under 30 intraprende il viaggio per riabbracciare i nonni, mentre il 24% sceglie di ritrovare la comitiva storica di amici. Questo dato capovolge l’idea comune che descrive i giovanissimi attratti solo da località mondane.

Giuseppe Polara ph Press
Giuseppe Polara, General Manager dell’azienda di famiglia, illustra le motivazioni profonde di questo fenomeno:
«Riscontriamo non soltanto dai dati di questo studio, ma anche attraverso i report internazionali, che emerge con sempre più forza una grande voglia di autenticità, soprattutto da parte dei più giovani. Non è vera nostalgia, ma l’esigenza di ritrovare emozioni vere, sane, in grado di generare quel benessere che tutto ciò che è artificiale non riesce a donare. Chi affronta il viaggio non cerca una semplice vacanza, ma quell’umanità e quei sapori tipici della propria terra. La riscopre nello sguardo degli affetti più cari, nei ritmi lenti del paese e nei rituali di una tavola condivisa. Per noi di Polara, custodi delle ricette della tradizione, fare impresa significa proprio questo: essere il ponte sensoriale che trasforma quel ritorno in un gesto di pura memoria e appartenenza».
Una sfida logistica contro lo stress: vince la voglia di ripartire
Pianificare il rientro comporta spesso un percorso a ostacoli tra ferie e turni lavorativi. Se il 39% degli intervistati ha già organizzato e confermato ogni dettaglio del tragitto, molti altri cercano ancora un difficile incastro tra i propri impegni: il 31% definisce il viaggio un traguardo desiderato, il 17% lo considera probabile e l’8% non esprime ancora una certezza.
La determinazione delle persone risalta con forza: appena il 5% ammette la rinuncia definitiva alla partenza. Quando la terra d’origine chiama, nessun ostacolo frena i preparativi.
La spinta a partire nasce dal bisogno viscerale di staccare la spina dalle tensioni quotidiane. Tra le cause principali troviamo:
- Stress da lavoro (26%)
- Monotonia della routine (22%)
- Pressione di orari e impegni (17%)
- Traffico e caos metropolitano (14%)
- Bisogno di una pausa dalle responsabilità (10%)
- Senso di solitudine (7%)
- Frenesia digitale (4%)
Il clima estivo (31%) e l’arrivo delle ferie (22%) accendono la voglia di partire, affiancati da potenti stimoli interiori: un ricordo improvviso che riaffiora alla mente (10%), la foto del borgo sullo smartphone (9%), una chiamata con i parenti (7%), il caldo (6%), i contenuti social (5%), il desiderio di un piatto d’infanzia (4%), le partenze degli amici (3%), la festa patronale (2%) e il ritornello di una canzone estiva (1%).
La nonna al centro del viaggio tra sapori e ricordi d’infanzia
I legami familiari guidano l’intero viaggio verso casa. Se i genitori motivano il 31% dei viaggiatori e gli amici d’infanzia il 19% (con un ulteriore 8% ripartito tra altri parenti e vicini), la nonna rappresenta il fulcro emotivo per il 42% del campione. La sua figura incarna una moderna Penelope che attende con cura chi fa ritorno.
Il momento che sancisce l’arrivo effettivo coincide per il 24% con il rito del pranzo con tutta la famiglia riunita a tavola. Seguono l’abbraccio con i nonni (19%), la prima serata con gli amici di una vita (17%), il primo tuffo nel mare di casa (13%), il morso al dolce preparato appositamente dalla nonna (10%), la passeggiata nel centro storico (8%), il caffè nel bar di sempre (6%) e la festa di piazza (2%).
Le giornate al paese seguono riti consolidati nel tempo:
- Le serate in compagnia degli amici (22%)
- I lunghi pranzi familiari (18%)
- Le sfide a calcetto sulla spiaggia (13%)
- I bagni in mare fino al tramonto (11%)
- Le passeggiate lungo il corso (10%)
- I momenti ai tavolini del bar (8%), le sagre locali (7%), le partite a carte (5%), la vista del tramonto (4%) e le grigliate all’aperto (1%).
I sapori tradizionali orientano l’esperienza: il dolce preparato dalla nonna guida le preferenze (22%), seguito dal pranzo domenicale (20%) e dai piatti tipici del territorio (16%). Subito dietro si posizionano la granita tradizionale (13%) e le bevande tipiche locali (9%), che superano nelle scelte il gelato artigianale (8%), il pane fresco di forno (6%) e il caffè (4%).
Il viaggio ravviva soprattutto le memorie dell’adolescenza (46%) e dell’infanzia (29%), sfiorando solo in parte la giovinezza (15%) e l’età adulta (2%). L’estate del 2026 celebra così emozioni profonde: chi si mette in cammino cerca nostalgia (28%), gioia sincera (24%), serenità (17%), trepidazione nell’attesa (12%), commozione nell’abbraccio (10%) e un ritrovato orgoglio di appartenenza.
A cura della redazione
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