Il 2025 si chiude con un sospiro di sollievo appena accennato, un timido raggio di sole in un panorama economico che resta comunque sfidante per milioni di famiglie. Sebbene i dati più recenti mostrino un lieve miglioramento nella gestione delle entrate, la sensazione di camminare sul filo del rasoio non è ancora svanita. Solo una famiglia su tre dichiara infatti di aver attraversato l’anno senza troppi affanni, mentre la maggioranza continua a guardare allo scontrino della spesa e alle scadenze con una punta di apprensione.

Casa e salute: le spine nel fianco del budget domestico
Nonostante una generale tenuta del sistema, le mura domestiche e il benessere fisico restano le voci che pesano maggiormente sul cuore dei bilanci familiari. Quasi la metà delle intervistate nell’ultima indagine di Altroconsumo ammette che far quadrare i conti legati all’abitazione è diventato un esercizio di equilibrismo. Tra rate del mutuo che, seppur in leggero calo, restano significative e affitti che non danno tregua, la casa assorbe energie e risorse preziose.
Non va meglio sul fronte della prevenzione e della cura. La salute continua a presentare un conto salato. Le spese odontoiatriche e le visite specialistiche rappresentano ancora un ostacolo per moltissime persone, evidenziando come l’accesso alle cure non sia sempre così fluido come si vorrebbe.
Un 2026 tra incertezze e voglia di risparmio
Guardando a ciò che ci aspetta nei prossimi mesi, il sentimento prevalente non è l’ottimismo. Oltre la metà delle famiglie italiane teme che il 2026 possa essere ancora più complesso del periodo appena trascorso. Le tensioni internazionali e l’instabilità dei prezzi dei beni di prima necessità alimentano un clima di attesa prudente. Il risparmio, quel “tesoretto” fondamentale per la serenità dei figli e per i progetti a lungo termine, appare per molti come un traguardo difficile da raggiungere: ben il 69% degli italiani confessa di aver faticato a mettere da parte anche solo una piccola somma.

La geografia del benessere e il confronto europeo
Interessante notare come la capacità di gestire le spese non sia uguale per tutti lungo lo Stivale. Se in regioni come l’Umbria e il Piemonte si respira un’aria leggermente più distesa, in territori come le Marche, la Sardegna e la Campania la pressione economica si fa sentire con maggiore vigore.
In un contesto europeo, l’Italia si posiziona in una zona d’ombra: stiamo meglio di Spagna e Portogallo per capacità complessiva, ma restiamo lontani dai livelli di serenità economica del Belgio. Siamo però, purtroppo, tra i primi posti per la quota di famiglie che si trovano in difficoltà su ogni singolo fronte di spesa. Un dato che invita a riflettere sulla necessità di strategie oculate e di un’attenzione sempre più alta verso il potere d’acquisto, motore pulsante non solo dell’economia nazionale, ma della qualità della nostra vita quotidiana.
Termometro Altroconsumo: il difficile bilancio economico delle famiglie italiane
A cura di Laura Farnesi
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