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Grande festa internazionale per la cucina italiana patrimonio UNESCO

Un evento globale aveva celebrato il riconoscimento UNESCO della cucina italiana come patrimonio immateriale, riunendo delegazioni, esperti e protagonisti della cultura gastronomica in una cena straordinaria all’insegna della tradizione e dell’identità nazionale

by Nora Taylor
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Giovedì 19 marzo le 320 delegazioni e legazioni dell’Accademia Italiana della Cucina sparse in tutto il mondo hanno celebrato con entusiasmo il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’umanità, organizzando una cena ecumenica straordinaria e altamente simbolica.

La delegazione di Cremona, guidata dal delegato Vittoriano Zanolli, ha festeggiato l’importante traguardo insieme al critico enogastronomico Edoardo Raspelli presso il Ristorante del Golf. Accanto a loro ha partecipato anche la docente di storia Carla Bertinelli Spotti, studiosa appassionata delle tradizioni culinarie cremonesi e autrice di numerosi libri e saggi sul tema.

Il ruolo dell’UNESCO e i riconoscimenti ottenuti

L’UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization), con sede a Parigi, dal 1945 ha tutelato non solo i beni materiali ma anche il patrimonio culturale immateriale dell’umanità, includendo tradizioni, pratiche sociali, riti e saperi artigianali tramandati nel tempo.

Nel campo gastronomico, l’Italia aveva già raggiunto tre importanti riconoscimenti: La Dieta Mediterranea nel 2010, condivisa con altri Paesi, l’Arte del Pizzaiolo napoletano nel 2017 e la Cerca e cavatura del tartufo nel 2021.

Il traguardo storico del 2025

Nel dicembre 2025, l’Italia ha ottenuto un riconoscimento unico al mondo per l’intera cucina nazionale, un risultato che ha valorizzato profondamente l’identità culturale del Paese. La cucina italiana ha rappresentato molto più di un semplice insieme di ricette: ha incarnato cultura, tradizione, lavoro e ricchezza sociale.

L’UNESCO ha riconosciuto ufficialmente che la cucina italiana costituisce un autentico stile di vita, fondato sulla condivisione, sul rispetto degli ingredienti e sulle competenze tramandate tra generazioni.

“La cucina italiana quale insieme di saperi non solo culinari, ma anche conviviali e sociali che sono trasmessi di generazione in generazione su tutto il territorio nazionale”.

“La cucina italiana si sviluppa sia a livello domestico […] sia in modalità più strutturata, grazie a figure come cuochi e gastronomi”.

I protagonisti della candidatura

La richiesta, avviata nel 2023, è nata grazie al Comitato promotore composto da Accademia Italiana della Cucina, Fondazione Casa Artusi e la rivista La Cucina Italiana.

Tra i protagonisti principali hanno contribuito Paolo Petroni, presidente dell’Accademia, Laila Tentoni, presidente della Fondazione Casa Artusi, e Maddalena Fossati Dondero, direttrice della rivista e prima ideatrice dell’iniziativa.

Il progetto ha coinvolto anche il professor Massimo Montanari e Pier Luigi Petrillo, esperto di documentazione UNESCO, mentre Gianmarco Mazzi ha coordinato l’intero percorso insieme al ministero dei Beni Culturali. Un ruolo significativo lo hanno svolto anche Liborio Stellino e Annamaria Nastri.

Tradizione contro false interpretazioni

Il riconoscimento ha riguardato soprattutto la cucina della tradizione familiare, non il cosiddetto “fine dining”, nonostante alcune interpretazioni fuorvianti abbiano iniziato a circolare.

Alcuni loghi e messaggi promozionali hanno cercato di attribuire impropriamente un marchio di qualità a ristoranti o associazioni, alterando il significato autentico del riconoscimento. Queste piccole furbizie hanno rischiato di confondere il valore reale del traguardo ottenuto.

Un successo che guarda al futuro

Questo importante riconoscimento ha confermato il lavoro svolto dall’Accademia Italiana della Cucina sin dal 1953, rafforzando il ruolo della cultura gastronomica nella vita sociale italiana.

Il successo ha rappresentato uno stimolo concreto a migliorare ancora di più, puntando su tradizione, autenticità e valorizzazione del patrimonio culinario nazionale.

A cura di Nora Taylor
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