Home Donna NewsIl saggio “Ti amo da morire”: l’analisi dell’amore contemporaneo

Il saggio “Ti amo da morire”: l’analisi dell’amore contemporaneo

Nella cornice del Belvedere di Tragara, la presentazione del saggio di Virginia Zullo offre un'analisi rigorosa della psiche umana

by Viola Bianchi
Ti amo da morire ph press

Nella serata di giovedì 23 luglio, la suggestiva cornice del Belvedere di Tragara a Capri ha ospitato la presentazione del saggio Ti amo da morire, opera della scrittrice e studiosa Virginia Zullo. L’evento, inserito nel cartellone della rassegna culturale Emozioni d’Estate e patrocinato dalla Città di Capri, ha visto la partecipazione di un numeroso pubblico formato da residenti, turisti e appassionati di cultura, giunti per approfondire un volume complesso e di forte attualità.

Un dibattito a più voci con un parterre d’eccezione

Ad affiancare l’autrice nel corso dell’incontro sono stati due relatori di rilievo: la dottoressa Antonia Tafuri, storica dell’arte e funzionaria del Ministero della Cultura, e il giornalista Luciano Garofano. Insieme a Virginia Zullo, gli ospiti hanno dato vita a un confronto articolato e profondo, capace di intrecciare la sensibilità artistica, l’esame dei fatti di cronaca e la riflessione psicanalitica sulla natura dei sentimenti umani.

Dalla filosofia antica di Platone alla psicanalisi di Lacan e Melman

Il lavoro di Virginia Zullo si presenta come un’indagine accurata e priva di sconti sull’amore in tutte le sue declinazioni. Durante la presentazione, l’autrice ha ripercorso la nascita del volume, che prende le mosse dal Simposio di Platone — testo di riferimento della tradizione filosofica occidentale sull’origine e la natura di Eros — per spingersi fino alle teorizzazioni della psicanalisi contemporanea elaborate da Jacques Lacan e da Charles Melman. L’intento principale dell’opera è rendere accessibile al grande pubblico una riflessione strutturata sull’affettività e sulle sue deviazioni, offrendo strumenti concettuali rigorosi per comprendere la psiche moderna.

Il legame con Capri, Villa Lysis e l’analisi di Eros e Thanatos

Un momento di particolare suggestione ha riguardato il profondo legame tra l’opera e l’isola di Capri, considerata nell’immaginario collettivo come l’isola dell’amore. L’autrice riserva nel libro un capitolo a Jacques d’Adelswärd-Fersen, il barone e poeta che agli inizi del Novecento scelse l’isola come rifugio dell’anima, erigendo Villa Lysis come personale tempio consacrato all’amore e alla bellezza. Come evidenziato durante il dibattito, il sottotitolo ideale del saggio si ritrova nell’epigrafe latina che il barone volle scolpire all’ingresso della dimora: Amori et Dolori sacrum (Sacro all’amore e al dolore). Il volume, arricchito dalla prefazione del giornalista e saggista Antonio Padellaro, affronta con lucidità le tragedie del nostro tempo: i capitoli centrali analizzano dal punto di vista psicanalitico i fenomeni del femminicidio e dell’infanticidio, esplorando l’abisso emotivo in cui l’amore travisa la propria natura e si confonde con la perversione, la volontà di possesso e la pulsione di morte. La discussione sull’intreccio tra Eros e Thanatos ha sottolineato la necessità di una comprensione profonda affinché la società possa darsi risposte culturali e sociali di fronte alla violenza che nasce nelle relazioni affettive e tra le mura domestiche. L’evento al Belvedere di Tragara si è concluso tra i vivaci apprezzamenti del pubblico, confermando il valore di appuntamenti capaci di unire la bellezza dei luoghi alla riflessione etica e civile.

A cura della redazione

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