Un’azione rapida, studiata nei minimi dettagli e condotta con fredda precisione ha sconvolto la quiete della campagna di Galliate, nel Novarese, a poca distanza dal confine con il territorio milanese, dove si è consumata un’intrusione criminale nella villa della conduttrice e imprenditrice argentina Wanda Nara. Al momento del colpo a sorpresa, la proprietaria si trovava a New York per impegni di lavoro. Nella tenuta erano presenti i suoi cinque figli, Valentino, Costantino, Benedicto, Francesca e Isabella, insieme alla nonna materna Nora Colosimo. Accortasi della presenza degli estranei e compreso il pericolo imminente, la donna ha reagito con prontezza mettendo in sicurezza i ragazzi e dando immediatamente l’allarme alle forze dell’ordine. Raggiunta dalla notizia negli Stati Uniti, Wanda Nara ha sospeso ogni attività per salire sul primo volo diretto in Italia e riabbracciare i propri cari.
Nessuna conseguenza fisica per la famiglia e il messaggio di Maxi Lopez
Nonostante il forte impatto emotivo e la grande apprensione vissuta dai giovani e dalla donna, nessuno dei componenti della famiglia ha riportato conseguenze fisiche. A rassicurare l’opinione pubblica e a confermare il quadro è stato anche l’ex marito Maxi Lopez, presente a New York nelle stesse ore, il quale ha condiviso sui canali social un messaggio di sollievo evidenziando come la priorità assoluta fosse l’incolumità dei ragazzi.
Il bottino e la pista della talpa nelle indagini degli inquirenti
Dopo l’arrivo delle pattuglie e la bonifica dell’immobile, gli inquirenti hanno avviato i primi rilievi per stimare i danni e ricostruire i movimenti dei malviventi. La banda ha agito puntando con decisione verso la camera da letto padronale, evitando di perdere tempo in altre zone della villa. Dalla stanza sono stati asportati beni per un valore ingente, tra cui orologi di lusso, borse da collezione, capi d’abbigliamento d’alta moda e una serie di documenti personali, passaporti e titoli di viaggio appartenenti all’intera famiglia. Le modalità dell’incursione hanno spinto le forze dell’ordine a ipotizzare un piano orchestrato con preventiva conoscenza dei luoghi, puntando l’attenzione sulla pista della “talpa” o del basista, una figura vicina all’ambiente familiare o al personale in grado di fornire dettagli decisivi sulla planimetria dell’abitazione e sugli spostamenti di Wanda Nara. Le indagini proseguono ora a ritmo serrato mediante i rilievi scientifici nella tenuta e l’analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona.
A cura della redazione
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