Il settore della musica dal vivo e dei grandi concerti riflette una profonda asimmetria economica. Anche se il pubblico riempie stadi e palazzetti a ritmi record, i performer maschi incassano la quasi totalità dei profitti sul mercato secondario. Per quantificare questo marcato gender gap, la piattaforma SeatPick ha analizzato più di 7.000 acquisti reali tra Italia, Spagna e Francia, mappando le concrete abitudini di spesa degli spettatori.
I risultati delineano un quadro chiaro: nel nostro Paese la disparità di genere incide pesantemente sui prezzi effettivi e sul valore economico attribuito agli eventi live.
Il mercato italiano: divario nei prezzi e ricavi a senso unico

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In Italia, la forbice economica tra i live maschili e quelli femminili raggiunge proporzioni eclatanti. Chi compra un tagliando sul mercato di rivendita per un cantante uomo spende mediamente 252 €, una cifra superiore del 56% rispetto ai 161 € necessari per assistere all’esibizione di un’artista donna (un costo inferiore del 36% per le produzioni femminili).
Questa divergenza nei listini determina una polarizzazione totale degli incassi: in Italia gli artisti uomini ottengono il 92,3% delle entrate complessive del secondary ticketing, lasciando alle colleghe una quota marginale inferiore all’8%.
I picchi di spesa confermano il medesimo andamento:
- Top spend maschile: il singolo tagliando più costoso mai registrato in Italia ha raggiunto i 560 €, trainato dai tour ad altissima domanda di Bad Bunny (media di 333 €) e Bruno Mars (media di 291 €).
- Top spend femminile: la spesa massima per una cantante donna non ha superato i 323 €, con la popstar colombiana Karol G a guidare la classifica con una media di 253 €.
Come puntualizza Gilad Zilberman, CEO di SeatPick:
«I dati riflettono una realtà che merita attenzione: le artiste femminili generano una domanda reale nel mercato dei biglietti, ma la loro presenza rimane una frazione minima rispetto agli artisti maschili.»
Il contesto europeo: l’effetto superstar in Francia e la tenuta spagnola

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Allargando l’analisi al resto d’Europa, le cantanti donne intercettano in media il 12,2% dei biglietti venduti, con la Spagna ferma al 10,2% e la Francia che sale al 24,0%. Dietro queste percentuali si nascondono però due dinamiche molto diverse:
Sul mercato francese, un esame superficiale evidenzia una media record di 391 € a tagliando per le donne contro i 228 € degli uomini. Si tratta tuttavia di un’anomalia statistica: in Francia due sole superstar globali come Céline Dion e Lady Gaga accentrano il 72% dell’intero volume economico femminile, con medie rispettivamente di 475 € e 526 €. Escludendo Céline Dion e Lady Gaga dal computo, il prezzo medio per le artiste d’Oltralpe crolla a 152 €, segnando un netto -33% rispetto ai colleghi maschi.
La penisola iberica presenta invece una struttura più omogenea. In Spagna i tagliandi per i concerti femminili costano mediamente 182 € rispetto ai 218 € degli show maschili. Questo equilibrio nasce dalla forza del panorama pop e urban locale, guidato da idoli generazionali come Rosalía, Aitana e Bad Gyal, capaci di creare un mercato diffuso, costante e meno dipendente dai grandi nomi esteri.
A livello europeo aggregato, includendo i mega-eventi di Céline Dion e Lady Gaga la media femminile raggiunge i 263 €, ma scende bruscamente a 171 € non appena si isolano i loro dati.
La metodologia dell’indagine condotta da SeatPick
La piattaforma SeatPick ha esaminato le transazioni completate nel corso di 24 mesi (tra luglio 2024 e giugno 2026) nei mercati di Italia, Francia e Spagna.
- Calcolo dei prezzi: i dati indicano il prezzo medio ponderato per singolo biglietto (fatturato complessivo diviso per il numero effettivo di biglietti acquistati) e non una semplice media aritmetica dei prezzi di listino.
- Campione analizzato: la ricerca ha monitorato 210 artisti per un totale superiore a 7.000 tagliandi venduti.
- Criteri di classificazione: l’indagine suddivide gli artisti tra formazioni maschili (inclusi i gruppi formati solo da uomini) e femminili (soliste e band con una frontwoman trainante, come i Florence + The Machine). Per garantire il massimo rigore statistico, lo studio esclude le formazioni miste prive di una voce guida dominante.
A cura della redazione
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