Home Donna NewsLa bufala campana si gusta così: il decalogo dell’estate

La bufala campana si gusta così: il decalogo dell’estate

Con l'aumento dei consumi durante la stagione estiva, il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop propone cinque originali modalità di degustazione che uniscono tradizione, cultura popolare e ironia, valorizzando uno dei prodotti simbolo dell'eccellenza gastronomica italiana apprezzato in Italia e sui mercati internazionali

by Nora Taylor
mozzarella di bufala ph fp

La mozzarella di bufala campana Dop si conferma una delle grandi protagoniste dell’estate italiana. Con l’arrivo delle vacanze e delle giornate più calde cresce infatti il consumo di questo formaggio fresco, protagonista di pranzi leggeri, cene all’aperto e tavole estive. Per accompagnare questo periodo dell’anno, il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop ha presentato un curioso vademecum che invita i consumatori a riscoprire il piacere dell’assaggio attraverso cinque diverse modalità di degustazione. L’iniziativa punta a trasformare un gesto semplice e quotidiano in un vero rito gastronomico, capace di valorizzare la consistenza, la cremosità e il sapore di un prodotto che rappresenta una delle eccellenze del Made in Italy.

La mozzarella di bufala continua a conquistare il mercato

Negli ultimi anni la mozzarella di bufala campana Dop ha consolidato la propria presenza sia sul mercato italiano sia su quello internazionale. Il comparto continua a registrare una domanda sostenuta nonostante le difficoltà che accompagnano la distribuzione di un prodotto fresco e i rincari che interessano materie prime, trasporti e logistica. I produttori mantengono alta l’attenzione lungo tutta la filiera con l’obiettivo di garantire standard qualitativi elevati e permettere ai consumatori di acquistare una mozzarella che conservi intatte tutte le sue caratteristiche organolettiche fino al momento della degustazione.

Pier Maria Saccani, direttore del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, ha evidenziato il momento positivo del settore e l’impegno delle aziende nel rispondere alla crescente richiesta. «C’è sempre più voglia di bufala campana e l’impegno dei produttori punta a garantire l’arrivo del prodotto non solo sulle tavole degli italiani, ma in tutto il mondo, nonostante le difficoltà logistiche di un formaggio fresco e gli aumenti esponenziali dei costi di produzione e trasporto».

Il metodo «a pitoffio» e il richiamo alla tradizione napoletana

La prima modalità suggerita porta il nome di «a pitoffio», espressione tipica del dialetto napoletano. Il Consorzio consiglia di gustare la mozzarella in piedi, con le gambe leggermente divaricate e il busto inclinato in avanti. Questa posizione permette di addentare direttamente il formaggio e di limitare la fuoriuscita del latticello, elemento che caratterizza la mozzarella appena aperta e contribuisce a esaltarne la freschezza. Il latticello rappresenta uno degli aspetti più apprezzati del prodotto e proprio per questo il vademecum suggerisce una postura che consenta di conservarlo il più possibile durante il primo morso.

La seconda proposta prende il nome di «alla signora Gentile» e richiama uno dei personaggi del film «È stata la mano di Dio» di Paolo Sorrentino. In questo caso la degustazione diventa un momento personale e rilassato. Il Consorzio suggerisce di sedersi all’aperto con una mozzarella di grandi dimensioni, almeno da 500 grammi, e gustarla direttamente a morsi, senza fretta e dedicando tutta l’attenzione al piacere dell’assaggio.

La terza modalità rende omaggio a una delle figure simbolo della cultura napoletana attraverso la posizione «alla Pulcinella». Chi segue questo consiglio resta in piedi, solleva il braccio che tiene la mozzarella e lo accompagna lentamente verso la bocca esercitando una lieve pressione. In questo modo il latticello fuoriesce prima del morso e regala una degustazione ancora più ricca e intensa, nella quale la cremosità del formaggio emerge fin dal primo assaggio.

Il consiglio di Totò e la degustazione bon ton

Tra le proposte più originali figura anche la posizione «alla Totò», ispirata alla celebre scena del film «Miseria e Nobiltà». Il riferimento nasce dal dialogo tra Totò e il personaggio interpretato da Enzo Turco, diventato negli anni uno dei momenti più iconici del cinema italiano. Il vademecum riprende quel gesto semplice e lo trasforma in un suggerimento per verificare la freschezza della mozzarella prima dell’assaggio.

«Tu la premi, se cola il latte te la pigli, sennò desisti». Il consiglio consiste nel tenere la mozzarella tra pollice e indice, esercitare una leggera pressione e verificare la presenza del latticello prima di addentarla. La fuoriuscita del latticello rappresenta uno degli elementi che identificano la freschezza del prodotto e costituisce una delle caratteristiche più ricercate dai consumatori.

L’ultima proposta si rivolge invece a chi preferisce una degustazione più elegante e tradizionale. La posizione «alla bon ton» prevede una tavola apparecchiata, la mozzarella sistemata nel piatto e l’utilizzo delle posate. Il Consorzio raccomanda un coltello privo di seghetto per ottenere un taglio netto e preservare la superficie del formaggio. Per questa modalità risulta ideale una mozzarella di pezzatura media, da dividere in spicchi prima della degustazione, così da apprezzarne pienamente consistenza e struttura.

Un invito a riscoprire un simbolo del Made in Italy

Attraverso questo originale vademecum il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop invita i consumatori a vivere l’assaggio con maggiore attenzione, trasformando un alimento simbolo della tradizione gastronomica italiana in un’esperienza che unisce convivialità, cultura e divertimento. La mozzarella di bufala campana Dop continua così a rappresentare uno dei prodotti più apprezzati dell’estate, grazie a una qualità riconosciuta, a una lunga tradizione produttiva e alla capacità di conquistare ogni anno un numero crescente di appassionati sia in Italia sia all’estero.

A cura di Nora Taylor
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