Nel mondo degli incontri sentimentali esistono applicazioni, agenzie specializzate e piattaforme che affidano agli algoritmi la ricerca della persona compatibile. Esiste però anche un metodo decisamente più insolito, nato all’interno della comunità cattolica e costruito intorno alla figura di un sacerdote. Si tratta dell’esperienza di Fernando Cuevas, un sacerdote spagnolo che da anni mette in contatto uomini e donne single accomunati dalla fede e dal desiderio di costruire una relazione orientata al matrimonio. Il suo sistema ha assunto nel tempo dimensioni considerevoli e, secondo il bilancio raccontato dallo stesso sacerdote, 1.280 persone hanno trovato attraverso questa rete il proprio partner e sono arrivate alle nozze.
Il soprannome di “prete Tinder” nasce proprio dal particolare ruolo che Cuevas svolge. Il sacerdote non gestisce una normale applicazione per appuntamenti e non utilizza un algoritmo capace di selezionare automaticamente i profili. Al contrario, raccoglie personalmente le informazioni sui candidati, cerca elementi di compatibilità e, quando individua una possibile corrispondenza, favorisce il contatto tra le due persone. Il punto centrale del suo metodo non consiste quindi nello scegliere rapidamente tra decine di profili, ma nel cercare una compatibilità più ampia, fondata anche sulla fede e sulla prospettiva del matrimonio.
Un’idea nata da un incontro casuale
L’attività di Fernando Cuevas non nasce inizialmente con l’ambizione di creare una grande rete di incontri. Tutto prende forma in maniera quasi fortuita, quando il sacerdote si trova con un giovane che manifesta interesse per una ragazza impegnata nella vita parrocchiale. Il giovane chiede aiuto per poterla conoscere e Cuevas decide di intervenire, favorendo il primo contatto. La conoscenza procede positivamente e, dopo un periodo di fidanzamento, i due scelgono di sposarsi. Quell’esperienza convince il sacerdote che molte altre persone cattoliche potrebbero avere bisogno dello stesso tipo di aiuto.
Da quel momento Cuevas comincia a ricevere altre richieste. Il passaparola porta nuove persone a rivolgersi a lui e il semplice aiuto offerto inizialmente a singoli conoscenti si trasforma gradualmente in un vero sistema di ricerca. Nel corso del tempo il sacerdote raccoglie sempre più informazioni sui partecipanti e cerca di comprendere quali caratteristiche possano favorire una conoscenza. Il suo obiettivo resta quello di creare un ponte tra persone che difficilmente avrebbero avuto l’occasione di incontrarsi autonomamente.
Il questionario prima del possibile incontro
Chi desidera partecipare deve innanzitutto fornire una serie di informazioni personali. Il questionario permette a Fernando Cuevas di conoscere diversi aspetti della vita del candidato: età, luogo di residenza, professione, formazione, interessi, caratteristiche personali e aspettative nei confronti del futuro compagno o della futura compagna. Le domande riguardano anche gli aspetti che una persona considera più importanti in una relazione e le qualità che desidera trovare nell’altro.
La dimensione religiosa occupa un posto particolarmente importante. Il sacerdote vuole infatti mettere in contatto persone che condividano una visione simile della fede e della vita familiare. Tra le condizioni indicate per partecipare figurano l’età superiore ai 25 anni e la partecipazione alla Messa ogni domenica. Questi criteri restringono naturalmente il bacino dei candidati, ma permettono a Cuevas di concentrarsi su persone che partono da una base spirituale comune.
La ricerca non considera comunque soltanto la religione. Anche la distanza geografica può influire sulla scelta. Una coppia che vive nella stessa città, oppure a una distanza facilmente gestibile, può infatti incontrarsi con maggiore frequenza e sviluppare più facilmente una conoscenza personale. Per questo il sacerdote tiene conto della provenienza dei candidati e cerca, quando possibile, di evitare abbinamenti che renderebbero particolarmente complicata la frequentazione.
Età, caratteristiche personali e compatibilità
Il lavoro di Cuevas comprende anche una valutazione delle caratteristiche individuali. Età, interessi, aspettative e tratti della personalità contribuiscono alla ricerca di una possibile affinità. Il sacerdote prende in considerazione anche alcuni aspetti fisici, tra cui l’altezza, ma non li considera criteri sufficienti per determinare il successo di una relazione. La sua attenzione si concentra soprattutto sulla possibilità che due persone possano condividere valori, obiettivi e una concezione simile della vita.
Quando individua una possibile corrispondenza, Cuevas mette in contatto i candidati e lascia poi a loro la possibilità di conoscersi. Il sacerdote non può stabilire in anticipo se nascerà una relazione e non presenta il proprio intervento come una garanzia di matrimonio. Il suo compito consiste piuttosto nel creare l’occasione per un incontro che, senza quella mediazione, potrebbe non verificarsi.
Nel corso degli anni il numero delle richieste è aumentato e l’attività ha coinvolto persone provenienti anche da Paesi diversi dalla Spagna. La crescente quantità di messaggi ha portato Cuevas a collaborare con un altro sacerdote, Vicente Huerta, che lo aiuta nella gestione delle richieste e nella valutazione delle informazioni raccolte. Il progetto nato quasi per caso si è così trasformato in una rete capace di raggiungere un numero molto elevato di persone.
La fede come punto di partenza
Il successo dell’iniziativa non dipende soltanto dalla curiosità suscitata dal soprannome di “prete Tinder”. Per molte delle persone che si rivolgono a Cuevas, la difficoltà principale consiste nel trovare qualcuno che condivida lo stesso modo di vivere la fede. Il sacerdote ha spiegato che diversi cattolici incontrano ostacoli proprio quando cercano una persona con convinzioni religiose simili alle proprie. “A molti cattolici costa trovare persone con le stesse convinzioni per iniziare una relazione”, ha raccontato parlando della sua esperienza.
Per Fernando Cuevas, dunque, il ruolo di intermediario non si limita alla semplice presentazione tra due single. La ricerca di una relazione assume un significato più ampio, perché riguarda anche la possibilità di costruire una famiglia sulla base di valori condivisi. Il sacerdote considera la propria attività come una forma di accompagnamento e non come un servizio nel quale promettere risultati certi.
Lo stesso Cuevas attribuisce alla Provvidenza un ruolo importante nel percorso delle persone che incontra. “Sono un sacerdote, confido pienamente nella Provvidenza”, ha spiegato, chiarendo così la prospettiva con cui affronta questo particolare incarico. La sua esperienza mostra un modello di incontro lontano dalle logiche delle piattaforme digitali, nel quale la conoscenza personale e la condivisione della fede diventano elementi centrali.
Il bilancio raggiunto rende comunque singolare la storia del sacerdote spagnolo. Dalla richiesta di aiuto di un giovane, nata durante un incontro casuale, è cresciuta una rete che ha coinvolto migliaia di persone e ha contribuito alla formazione di centinaia di coppie. WhatsApp, questionari e passaparola hanno sostituito il meccanismo tradizionale delle app di incontri, mentre la fede cattolica rappresenta il principale elemento comune richiesto ai partecipanti.
In un periodo nel quale la ricerca sentimentale passa sempre più spesso attraverso lo smartphone, il metodo di Fernando Cuevas propone quindi una strada completamente diversa. Nessuno scorrimento infinito di fotografie, nessuna scelta affidata esclusivamente a un algoritmo e nessuna promessa automatica di compatibilità. Il sacerdote raccoglie le informazioni, valuta le possibili affinità e favorisce l’incontro. Poi lascia che siano le persone, attraverso la conoscenza reciproca, a decidere se quella prima presentazione possa trasformarsi in qualcosa di più.
A cura di Nora Taylor
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