La proposta di legge d’iniziativa popolare “PMA per tutte” ha superato le 50mila firme necessarie per arrivare in Parlamento. La campagna, avviata l’11 giugno dall’Associazione Luca Coscioni, chiede di modificare la legge 40 del 2004, che attualmente limita l’accesso alla procreazione medicalmente assistita alle coppie eterosessuali. L’obiettivo consiste nell’ampliare le possibilità per le donne che desiderano diventare madri, comprese quelle che non hanno un partner e le coppie composte da due donne.
Una raccolta firme che coinvolge tutta Italia

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Il risultato arriva al termine di una mobilitazione che ha coinvolto oltre 50 associazioni, più di 800 volontari e iniziative in 30 città italiane. La campagna ha combinato banchetti nelle piazze, sottoscrizioni online e videoappelli sui social, che hanno raggiunto oltre due milioni di visualizzazioni. I promotori continueranno a raccogliere adesioni fino al 31 ottobre, mentre il deposito ufficiale della proposta alle Camere è previsto per la metà di novembre.
Francesca Re, coordinatrice della campagna, ha evidenziato il significato della partecipazione: «Oltre cinquantamila persone hanno scelto di agire per un diritto che oggi molte donne sono costrette a esercitare all’estero». Anche Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’associazione, ha richiamato la responsabilità della politica, sottolineando la necessità di affrontare le esclusioni ancora presenti nella normativa.
Che cosa prevede la proposta di legge
Il progetto punta a intervenire sull’articolo 5 della legge 40/2004, ampliando la platea delle persone che possono accedere ai trattamenti. Secondo i promotori, le attuali limitazioni spingono alcune donne a rivolgersi a strutture estere, mentre altre rinunciano al progetto di maternità. La proposta intende quindi riportare al centro del confronto pubblico il rapporto tra accesso alle cure, libertà di scelta e uguaglianza.
Il Parlamento dovrà esaminare il testo
Il superamento della soglia delle 50mila firme permette di presentare formalmente l’iniziativa, ma non garantisce l’approvazione della riforma. Dopo il deposito, il testo dovrà seguire l’iter parlamentare previsto per le proposte di legge, con l’esame nelle sedi competenti e il successivo confronto politico. Il passaggio decisivo sarà la scelta di deputati e senatori di discutere il contenuto della proposta e pronunciarsi nel merito.
Per i promotori, la raccolta firme rappresenta quindi una tappa importante, ma non conclusiva. La mobilitazione proseguirà per sollecitare un confronto istituzionale concreto sulla procreazione medicalmente assistita e sulle condizioni di accesso previste dalla legislazione italiana.
A cura di Nora Taylor
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