In un mondo in cui l’autenticità sembra spesso sacrificata all’apparenza, c’è chi sceglie di restare fedele alla propria essenza, trasformando esperienze, emozioni e visioni in espressione artistica. Nell’intervista a Erika Filini emergono sensibilità, influenze estetiche e una riflessione profonda sul valore dell’identità, della comunicazione e della bellezza senza tempo.

Erika Filini ph Press
Ti definiresti una persona autentica? Quanto conta per te esserlo?
«Indubbiamente sì. Credo molto nell’essere autentici e unici, un po’ come gli artisti».
In che modo questa autenticità influenza ciò che esprimi?
«Penso che mi aiuti a sentirmi più sicura in ciò che esprimo e nel modo in cui mi mostro agli altri».
Come utilizzi le tue conoscenze nel tuo percorso creativo e personale?
«Cerco sempre di applicarle, provando a ottenere il massimo risultato possibile da ogni esperienza».
Se dovessi identificarti in una corrente artistica, quale sceglieresti e perché?
«Sceglierei senza dubbio l’Art Nouveau, per la sua eleganza, continuità e autenticità nel tempo. Mi affascina anche la genialità visionaria di uno dei miei artisti preferiti, Salvador Dalí».
Come riesci a trasformare le esperienze difficili in qualcosa di espressivo?
«Attraverso l’immedesimazione nelle esperienze più dure e nella loro realtà, anche quando è cruda o dolorosa».
Quando esprimi qualcosa, senti di controllarlo o ti lasci attraversare dalle emozioni?

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«Più che controllarlo, lo vivo come qualcosa che mi travolge e mi attraversa completamente».
Come sviluppi e fai tue le tue idee?
«Riflettendo molto, studiando e cercando di interiorizzare tutto il più possibile».
Quanto conta il silenzio nella comunicazione?
«Tantissimo. Il silenzio è una delle forme di espressione più potenti. Se poi si accompagna a una posa o a uno sguardo, comunica ancora di più»
Ti capita mai di esprimere qualcosa che senti distante da te?
«Sì, a volte succede. Però penso faccia parte del gioco e della crescita personale».
Quali stilisti rappresentano maggiormente il tuo ideale estetico?
«Armani e Valentino, per la loro eleganza e classe senza tempo, davvero intramontabili».
Come affronti il giudizio degli altri?
«Dicendo sempre la mia, sia nel bene che, soprattutto, nel male».
Quando hai capito il potere della comunicazione?
«Quando ho compreso che la parola e la voce possono essere strumenti potentissimi».
Qual è, secondo te, la sfida più grande per una persona oggi?
«Riuscire a essere accettata e apprezzata per ciò che è davvero, nella sua totalità».

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A chi o a cosa ti senti idealmente vicina?
«A tutte quelle figure che hanno lasciato un segno nella storia usando il bene e l’amore come strumenti principali per costruire qualcosa di importante».
Tra estetica, introspezione e desiderio di autenticità, Erika Filini racconta una visione personale fatta di sensibilità e ricerca interiore. Il suo modo di vivere l’espressione artistica nasce dalla volontà di comunicare emozioni vere, restando fedele a sé stessa in un mondo che spesso spinge verso l’omologazione.
A cura della redazione
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