“Dieci storie terribili realmente accadute (forse)”, pubblicato da Edizioni del Coccodrillo, cattura subito l’attenzione del lettore e lo conduce dentro un’atmosfera carica di mistero. L’autore Enrico de Po Mongelli costruisce fin dalle prime pagine una situazione insolita, nella quale l’attesa, l’incertezza e il senso di pericolo convivono con una sorprendente dimensione conviviale.
La vicenda prende avvio in una baita completamente circondata dalla neve, proprio alla vigilia di Natale. All’interno dell’abitazione si trova un padrone di casa misterioso ma allo stesso tempo accogliente. All’improvviso arrivano dieci ospiti inattesi, persone giunte da chissà dove e per ragioni che rimangono inizialmente oscure.
Le circostanze impediscono ai protagonisti di allontanarsi e li costringono a condividere la permanenza nella baita. L’edificio assume così quasi le sembianze di una nave alle prese con una tempesta, anche se al suo interno regnano calore e comodità e la cambusa offre cibo gustoso e abbondante.
In questa situazione fuori dall’ordinario, i protagonisti cercano un modo per dare un significato alla loro permanenza e per attendere che arrivino tempi migliori. La soluzione nasce attraverso il racconto.
Dieci racconti per affrontare gli abissi dell’animo
Uno dopo l’altro, i protagonisti iniziano a raccontare una storia terribile. Nasce così una successione di dieci vicende capaci di colpire il lettore con grande forza, attraversando epoche, luoghi e personaggi molto diversi.
Le storie arrivano allo stomaco, provocano inquietudine, fanno digrignare i denti e conducono il lettore dentro gli aspetti più oscuri della natura umana. Ogni racconto assume la forma di un rotolo e contribuisce a costruire un secondo livello narrativo, parallelo alla misteriosa vicenda della baita.
Al mattino il padrone di casa ritrova i dieci rotoli, ma gli ospiti sono scomparsi nel nulla, proprio come dal nulla erano arrivati. La loro improvvisa sparizione aggiunge un ulteriore elemento di mistero a una storia che mantiene costantemente il lettore in bilico tra ciò che appare reale e ciò che sembra appartenere all’immaginazione.
I racconti si sviluppano progressivamente lungo le 270 pagine del volume, permettendo al lettore di entrare sempre più profondamente nelle singole vicende e, contemporaneamente, di interrogarsi sul significato complessivo dell’opera.
Il riferimento letterario più evidente richiama il Decameron di Giovanni Boccaccio, ma l’autore guarda anche alla tradizione delle “Mille e una notte”. Il meccanismo narrativo fondato sulle storie raccontate e ascoltate assume infatti un valore centrale.
Finché esistono storie, persone disposte a raccontarle e persone pronte ad ascoltarle, non tutto è perduto.
Da questo principio emerge una speranza sottile, quasi una luce fioca capace di attraversare gli abissi più oscuri dell’anima e dei comportamenti umani. La paura, quindi, non rappresenta l’unico elemento dell’opera: accanto all’inquietudine compare anche la possibilità di trovare un significato nella condivisione delle esperienze.
Un viaggio attraverso luoghi, epoche e tensioni morali

dieci storie terribili realmente accadute (forse) ph press
Le dieci storie mostrano una costruzione narrativa accurata e una tecnica capace di mantenere alta la tensione. Ogni trama procede con ritmo serrato e accompagna il lettore in ambientazioni molto differenti, trasformando i luoghi in veri protagonisti dell’evoluzione interiore dei personaggi.
Il viaggio passa dalle brumose scogliere inglesi alla fervente Milano dell’insurrezione anti-asburgica, dalla gelida Leningrado fino all’esotico Giappone, sospeso tra passato e futuro.
Le dieci vicende si sviluppano capitolo dopo capitolo, oppure, seguendo la particolare struttura dell’opera, rotolo dopo rotolo. Ogni storia possiede una propria identità, ma tutte condividono un filo conduttore rappresentato da una fortissima tensione etica.
Le vicende non raccontano soltanto eventi inquietanti: mettono in discussione le scelte dei protagonisti, le loro responsabilità e le conseguenze delle loro azioni. La narrazione assume inoltre una struttura seriale e, in alcuni momenti, una dimensione quasi cinematografica, grazie alla successione di scene, ambientazioni e situazioni cariche di tensione.
Accanto ai protagonisti e ai luoghi emergono poi alcuni oggetti apparentemente comuni. Un campanello, uno specchio, una porta: elementi quotidiani e quasi banali acquistano progressivamente un significato inquietante e diventano presenze ricorrenti all’interno delle diverse storie.
Questi oggetti contribuiscono a mettere a nudo i personaggi. Penetrano simbolicamente oltre le loro difese, fanno emergere le debolezze nascoste e sgretolano, riga dopo riga, la corazza dell’ipocrisia.
Il successo ottenuto attraverso il tradimento, la viltà, la prevaricazione e la maldicenza perde così la propria apparente solidità. La maldicenza, in particolare, assume un peso ancora più significativo perché attraversa le diverse epoche raccontate nel libro e conserva una forza devastante anche nella società digitale contemporanea.
Il confine fragile tra cronaca, leggenda e mito
Il titolo dell’opera contiene già la chiave per interpretare l’intero progetto narrativo. Le dieci storie risultano infatti “realmente accadute”, ma soltanto “forse”. Enrico de Po Mongelli sceglie deliberatamente di lasciare il lettore in una zona sospesa tra cronaca, leggenda e mito.
Questa ambiguità diventa particolarmente interessante se rapportata alla realtà contemporanea. La società digitale ha moltiplicato le immagini, le informazioni, le rappresentazioni virtuali e i racconti che ogni giorno raggiungono le persone. Diventa quindi sempre più difficile distinguere ciò che accade davvero da ciò che nasce dalla percezione, dalla rappresentazione o dalla nostra capacità di interpretare gli eventi.
Il libro porta questa riflessione direttamente dentro la narrazione e invita il lettore a interrogarsi sulla natura della realtà.
Quanto possiamo essere certi che ciò che accade nella nostra “contemporaneità liquida” rappresenti davvero un fatto reale e non, invece, una rappresentazione virtuale di ciò che vogliamo o possiamo elaborare?
La domanda rimane aperta e contribuisce a rendere ancora più interessante il rapporto tra le dieci storie e la cornice narrativa nella quale prendono forma.
L’autore mette inoltre i propri personaggi davanti alle loro responsabilità e li obbliga a confrontarsi con le loro abiezioni. Nessuno può sottrarsi completamente alle conseguenze delle proprie azioni e nessuno può nascondere per sempre la propria vera natura.
Una persona può ingannare chi la circonda e persino il mondo intero per un periodo molto lungo, ma non può ingannare se stessa per tutta la vita.
Un libro capace di parlare a lettori diversi
Le storie di Enrico de Po Mongelli guardano in particolare a un pubblico giovane, ma possono incontrare l’interesse di lettori di ogni età. I dieci rotoli accompagnano infatti persone che si trovano in momenti molto diversi della propria esistenza.
Da una parte ci sono coloro che, ancora inesperti ma pieni di coraggio, affrontano i primi tornanti della vita. Dall’altra compaiono lettori che hanno già accumulato esperienze, incontri, errori, delusioni e consapevolezze oppure che si avvicinano al crepuscolo della propria esistenza.
In questa prospettiva, il libro può diventare una sorta di percorso di autocoscienza personale e collettiva. Le situazioni raccontate possono infatti rispecchiare dinamiche nelle quali ogni lettore potrebbe riconoscere qualcosa di sé o delle persone incontrate nel corso della propria vita.
Chiunque può ritrovarsi nei racconti nel ruolo della vittima, del carnefice o del complice. Proprio questa possibilità amplia il significato dell’opera e trasforma le storie terribili in occasioni di riflessione sulla responsabilità, sulle scelte individuali e sulle conseguenze dei comportamenti.
Il libro non si limita quindi a costruire suspense e paura. Attraverso i suoi dieci racconti propone anche un viaggio dentro la coscienza, affrontando il rapporto tra verità e apparenza, colpa e responsabilità, realtà e finzione.
La pubblicazione è disponibile su Amazon, Feltrinelli, Google Books ed Emozioni Media Store. I lettori possono inoltre scegliere il formato Kindle/Ebook, oltre all’edizione destinata alla lettura tradizionale.
A cura di Nora Taylor
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